Rassegna storica del Risorgimento
UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
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1938
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pagina
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657
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Lettere di Camillo e Filippo Ugoni al Sismondi 657
IX. Preg.mo Sismondi, Fui penetrato del vostro dolore, leggendo la lettera che la Signora vostra scrisse alla nostra buona Bianca, e ascoltando la mesta intuonazione di quella che Voi stesso scriveste al Pellegrino Rossi. È giusto dolersi della perdita fatta; ma permettetemi di sbandire altri funesti presentimenti, e di veder invece nell'opera che avete testé pubblicata, e che non mi sarei mai aspettata in questi momenti, una prova del vigore della vostra mente, che non può esser scompagnato dal vigor fisico.
Già avrete saputo, che l'emigrazione italiana ha perduto uno de' suoi ornementi nel povero Pecchio. Ne ho subito steso alcune memorie, fermandomi specialmente agli scritti da lui pubblicati. Fra questi non sono riuscito finora a trovare né qui né in Inghilterra i suoi Tre mesi in Portogallo. Panni, che Voi me li prestaste in Ginevra. Ora se aveste ancora questo libriccino, io sono a pregarvi di volermelo prestare per poco e di mandarmelo sotto fascia perla posta a St. Leu Taverny. Dept Scine et Oise. Sarà poi mia cura di fare che lo riabbiate unitamente allo scritto mio, che pubblicherò quanto prima per raccomandare a* concittadini la memoria di quest'uomo, che ebbe incessantemente a cuore la sua povera patria.
Ogni volta ch'io veggo la Bianca, il nostro pia caro discorso è la commemorazione di voi due; ed essa ha la bontà di comunicarmi e le vostre lettere e i vostri articoli nel giornale di Fix; fra* quali mi piacque singolarmente quello intorno al voto universale. I ragionamenti a priori e gli argomenti storici son di tal forza da far vacillare nell'opinioni loro anche i più decisi partigiani di quel modo di votazione.
Caro Sismondi, vi prego di presentare i miei più cordiali rispetti alla venerala vostra Moglie, e di credermi sempre
Dev.mo e affano servo ed amico Camillo Tigoni.
P. S. - I sei mesi in Ispagna gli ho, e solo mi manca tra' libri di Pecchio / tre mesi in Portogallo.
St. Leu Taverny, I Settembre 1835.
Giacché il colera vi chiuse le porte d'Italia, sarebb'egli sperabile, che vi volgeste a questa parte dove avete un debito colla Bianca, che ambisce di ospitarvi, come fu ospitata da Voi, e con me a cui avete promesso di venire colla Moglie a St. Leu. Mi troverete piuttosto accampato militarmente che alloggiato, ma ciò poco monta.
A Monsieur Mr. J. C. L. Simonde de Sismondi
Chéttc.
X.
Parigi, 28 ottobre 1837. Ho abbandonato St. Leu; ecco l'indirizzo mio: Rao de la Bienfaisance, n. 2.
Carissimo Sismondi, Non potete credere tutto il bene che la cara vostra degli 8 ottobre ha fatto agli animi della Bianca, di me e del povero Confalonieri, ohe vi ha trovato un tesoro di mente e di cuore. Non abbiamo però avuto la consolazione di presentargliela qui, perchè, contro la vostra aspettazione, l'ordine intimatogli dalla Polizia ebbe il suo pieno effetto, e il povero malato si recò a Gasbec presso Brusselles, ove l'ospitalità affettilo sissima degli Arconati non ha certo dimenticato alcuna industria per addormentare >ìì
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