Rassegna storica del Risorgimento
UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
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1938
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658
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658 Giuseppe Calamari
vivo sentimento de'suoi moli, a* quali è venata ad aggiungersi la pubblicazione delle Memorie di Andryane che, riaprendogli tante piaghe non ben cicatrizzate e con altri modi, sono venute a contristarlo. Ora peto ci dà speranza, che potremo rivederlo ben presto nel passare che farà da qui per recarsi a Montpellier o a Pan; giacché 1*Austria ha fatto sperare alla Francia che essa non si oppone alla dimora di Gonfalonieri, m qualsiasi paese che non abbia Cartello <TEstradizione con essa: il vostro amico l'Americano Ficknor udì una di queste sere alla conversazione del Duca di Broglio, che le istanze fatte a questo Ministero per parte dell'ambasciata austriaca sono ora attribuite alla pazzia di chi in Parigi'faceva le veci dell'Ambasciatore assente... e di cui ora si annunzia imminente il ritorno per riparo all'urgenza del male e per non lasciare l'Ambasciata vacante. Intanto il nostro povero amico, malato di corpo e d'animo profondamente, come scrive dal letto a' 26 ottobre, è balestrato di qua e di là, mentre i tanti viaggi per terra e per mare già sopportati, la stagione e lo stato della sua salute! gli rendevano più. che mai necessario il riposo e la quiete per avere, prima di lasciare questa misera terra, alcuni giorni almeno tranquilli. Vedendo quanto il vostro cuore sia aperto e pieno di compassione per una persecuzione si intempestivamente protratta, io esitava quasi a rinnovarvi il dolore che voi e l'egregia vostra Consorte ne risentite, ma voi mi scrivete di voler seguire col pietoso pensiero la vittima di sì tristi vicende che mi credo in debito di ragguagliarvene, tanto più che paiono finalmente giunte al loro termine, e bastanti a placare coloro stessi da cui vennero mosse. Ed io pure, mio caro Sismondi, mi unisco con Voi nel credere, che in tempi, in cui la virtù, è divenuta rara, sia cordialmente odiata come un inciampo, come quella che oppone ostacolo insuperabile a domare gli animi. Con essa non v'ha transazione; ma sto fermo nella fede, che anche pochissima nel mondo basti ad equilibrare la massa immensa della forza contraria, del male dico, perchè il suo esempio e l'autorità sua, inerme com'è, è immensa. Traggo la massima prova della sua forza dalla stessa guerra che le si fa, che se fosse stimata impotente, si starebbe contenti a desiderarla e a disprezzarla. Ma ne* tempi più calamitosi di Roma pochi uomini cominciarono a dire: ecco, noi abbiamo in noi una potenza immortale che si solleva di sotto al vostro giogo e regge invitta contro ogni forza brutale, e gl'imperatori perseguitarono gli stoici; poi vennero altri che dissero: noi crediamo in una religione più pura, più umana della vostra, e ne divennero martiri; poi vengono gli esempi della vostra bellissima storia delle Repubbliche, ed ora che il bisogno è uguale verrà una stessa virtù a salvarci. E questa nazione ne darà esempi. Già vedete come la virtù militare si è spiegata a Costantana: quanti ufficiali hanno col sangue pagato il debito alla patria! Ora vedremo nelle elezioni la virtù civile. Ne ho molta fiducia. Voglio lasciare un po' di spazio alla Bianca. Rivolgendomi a Madama Sismondi mi condolgo con essa del suo male, che ormai spero sedato. E mi rallegro con entrambi del doverci vedere co:testP,-marzo. Mi struggo di vedervi entrambi
e vi salato di tatto cuore.
Dev.mo affano amico
Camillo Ugoni. Segue, in calce, la lettera di Bianca Milesi Mojon, cui ha accennato 1* Ugoni.
Miei Carissimi,
Non vi figurate qua! tesoro è stato per me la vostra preziosa lettera. Io l'ho immediatamente copiata e inviata al Confalonieri, che no trasse tanta consolazione. Egli mi dà la speranza di vederlo presto, ma non dice già quali sieno i suoi disegni. Sono i