Rassegna storica del Risorgimento

UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
anno <1938>   pagina <660>
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660 Giuseppa Calamari
perla perdita degli amici, sconosciuto in paese straniero, irritato dalla fredda compas­sione di alcuni pia che avvilito dal supposto insulto di altri; io e tatti quelli che divi­dono meco lo stesso infortunio non potevamo trovare maggiore conforto che nella di Lei protezione, per Lei è che più di noi abbiamo ottenuto un sicuro domicilio; la di Lei casa era divenata l'asilo de* disgraziati Italiani; Ella sarà sempre benedetta da noi. Soffra che glielo dica, una specie di devozione mi attacca a Lei; giunto qua, non potendo più istruirmi alla sua conversazione, mi sono dato a leggere le sue opere, e pre­sentemente le più belle e le più utili ore le passo leggendo i di Lei principi d'Economia politica: era affatto digiuno di questa scienza e conosco ora che ognuno dovrebbe farne studio per essere buon cittadino.
Passando a* vantaggi sommi che Ella ha recati alla società umana e che reca con­tinuamente, sento più forte il dolore delle disgrazie che anche Lei affliggono, e la somi­glianza che credo sia nell'afflizione di chi perde la Madre a quella di chi perde la Patria mi fa lacrimare ancora più amaramente la di Lei sventura.
La prego di far aggradire alle di Lei Signore i miei doveri e principalmente alla Moglie sua cui rinnovo i più vivi ringraziamenti e per le gentilezze che m'ha usate costà e per le commendatizie favoritemi per Londra, che presenterò nella prossima pimavera, contando di passare l'inverno a Parigi.
Se in qualche occasione Ella mi credesse atto a servirla, mi comandi che mi troverà sempre.
Di Lei Sthnat.mo Signore Affano Dev.mo Servo
Parigi, 2 Dicembre 1821. Filippo Ugoni.
A Monsieur Simondi Genève.
n.
Preg.mo Signore,
Se Ella non lo fosse già. per gli Avi suoi, starebbe a noi a farla Italiano, per quanto ha fatto e fa continuamente per l'Italia e per i suoi orfani figli. Ho mandato a mio fratèllo trascritto l'articolo eh' Ella s'è degnata fare sulla di lui opera: quale non sarà la sua gioia nel leggerlo, quale non sarà quella di tutti gli Italiani nel vedersi da Lei vendicati per quanto si può colla penna! Ella si prepara un trionfo sicuro tra noi, se verrà il giorno in cui sia esaudito il voto di quanto vi sono di forti e di saggi nella nostra terra: Ella, che colle sue opere accresce lo splendore dell'alba d'un sì bel giorno.
Ho veduta e vedo tratto tratto la Contessa di Dolomieu e ricevo da lei molte gen­tilezze; anche d'avermi procurata questa conoscenza io Le rendo infinite grazie. Pas­serò a Parigi ancora tutto il Marzo e quindi per l'Olanda mi recherò in Inghilterra: se per questi paesi Ella avesse commissioni da darmi, non mi risparmi che per me sarà di grande piacere l'avere occasione da poterla in qualche mòdo ricambiare de' favori che ho da Lei ricevuti. Faccia aggradire i miei complimenti alle sue Signore e parti­colarmente alla Moglie e giacché lo è stata fin qui continui ad essere favorevole.
Dall'Obbl.mo Aff.mo Suo Servo Parigi, 28 Febbraio (1822). Filippo Tigoni.
Rue Croix des petits chomps Hotel du Levant, 31.
A Monsieur Sismondi Genève.