Rassegna storica del Risorgimento

UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
anno <1938>   pagina <661>
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Lettere di Camillo e Filippo Tigoni al Sismondi 661
in.
Lucerna, 10 Agosto 1831. Stitn.at.mo Signore,
Pranzava l'altro di in mezzo a questi Padri Conscritti, gl'Inviati alla Dieta; un brulichio si mesce ad un tratto, fra essi* e dalle ontose bocche tedesche Krieg, dalle francesi ne usci guerra. Oggi ho ricevuto lettere dalle frontiere d'Italia nelle quali sono scongiurato di far sapere ad alcuni amici miei, se la guerra sarà generale o se si spegnerà nelle paludi d'Olanda. Che rispondere ? Per carità venga Ella in mio aiuto; se può mi comunichi de' fatti, altrimenti La prego di profetizzare, ed io risponderò colle parole sue, senza però palesare l'oracolo, quando lìllà non me Io permetta.
Ho incontrato qui Filippo Ciani, e l'uno e l'altro siamo ansiosissimi di vederci più chiaro che non ce lo permetta questa poco rischiarante Lucerna: i preti, i frati, il Nunzio Apostolico e questo Stato Maggiore quasi tutto composto d'antichi ufficiali di Carìoy non sono fatti per dar luce. S'Ella è tanto buona da volermi onorare d'una sua lettera, me la invìi a Coirà sotto coperta al sigr Mattoj, e siccome Ciani mi dice che sta per pubblicare un articolo sull'Italia cosi ardisco pregarla d'inviarmi a Coirà anche una copia d'esso. Mio fratello mi scrive: Non puoi credere in quali angustie mi ponesse un mio amico, che leggendo i fogli aveva scambiato Mr Simond con Mr Sismondi: fortu­natamente potei presto rettificare l'errore, e una nuova, che mi sarebbe spiaciuta a caso vergine, povero Simond! mi fu in quel momento una vera consolazione . Ho incontrato ad Interlachen quell'aurora dell' incivilimento russo, l'istrutta e pronta Circonrt che mi ha regalato il suo articolo sur George Miloslanscki, fatto panni con molto garbo.
Mi riverisca di grazia assai co testa protettrice degl'Italiani Me Sismondi: oh venga il giorno in cui noi possiamo avere una patria, ed essi due saranno immediata­mente supplicati di voler essere nostri compatriotti. Mi riverisca anche molto la gen­tilissima M" Sirtis, se pure non è già partita per l'Italia con Miss Smith: quest'ultima mi aveva promesso di scrivermi e poi non ne fece nulla. Voglia anche far gradire i miei rispetti alla Sig1* Gennetts. Io vado ficcando gli occhi su per queste valli onde spiare se un passaggio si aprisse per noi. Forse il nostro esilio sta per finire, una di Lei lettera spero mi confermerà in questa mia speranza.
Accetti, ottimo signore, i sentimenti della mia sincera stima e gratitudine dal
di Lei aff.mo obbl.mo A Monsienr Filippo Ugoni.
Mr. Simond de Sismondi Genève.
IV.
Promemoria Roggia per il Sismondi.
Il desiderio del Roggia si è d'avere anticipatamente il Ms. del Précis, onde avere il tempo di farlo tradurre, per eseguirne la sua edizione italiana prima che sia fatta da qualche altro. Egli si lusinga di ciò ottenere avendone anche un titolo abbastanza fondato, giacché dietro l'esternazione fattagli dall'Autore per mezzo del comune amico Ciani, sospese l'impegno che aveva già incontrato nella Toscana per ridurre l'opera stessa in tante tavole sinottiche e cronologiche, con un esame critico della storia, per cui aveva preso interesse lo stesso Vieusseux di Firenze. Le edizioni inglese