Rassegna storica del Risorgimento

UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
anno <1938>   pagina <663>
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Lettere di Camillo e Filippo Ugoni al Sismondi 663
V.
Val Calonca, 21 Settembre 1833. Carissimo Signore,
Mi permetta d'aver ricorso un'altra volta a lei; egli è per raccomandarle due miei amici emigranti, i quali, ricchi di virtù e poveri di sostanza, ai recano a Parigi nella speranza di ottenervi i sussidi che quel governo ha fin qui conceduto agli emigrati poli­tici. Potrebbe ella munirli di qualche commendatizia sua a fine ch'essi potessero più facilmente vedere compite le loro speranze? I nomi dei miei due raccomandabili sono, dell' uno Dr. Hobcccbi, e forse questi avrà già recato a Made Sismondi due libretti che le inviava mia sorella l'anno scorso e ch'erano stati obbliati da chi li doveva portare; dell'altro Dr. Boneschi il quale le presenterà questa mia. Questo sig. Bonescbi è uomo molto istrutto negli studi le t ter ari-filosofi ci e, pare a me, uomo di molto senno e d'au­rei costumi. Tanto egli quanto il sig. Robecchi hanno esercitato la medicina, e l'ultimo credo che sia forte anche nella storia naturale. Le dico queste cose per aggiungerle, che i miei due amici nell'atto in cui cercano i sussidii sarebbero contentissimi di poter­seli meritare, servendo in qualche modo il paese che li ospiterà, sia come assistenti negli spedali, come custodi di gabinetti di storia naturale, e il sig. Bonescbi sarebbe molto in istato di dar lezioni di letteratura.
Ora, caro sig.re, le chiedo un consiglio per me: io sono di nuovo vessato dalle per­secuzioni austriache, il governo ticinese è stato richiesto di farmi sortire da quel can­tone; e a me sono state dirette lettere anonime in cui mi si avvisa di stare ben guar­dato contro un colpo di mano che si medita per arrestarmi qui e tradurmi subitamente sul suolo austriaco: non ho nessuna paura di queste minaccie: ma ad ogni modo credo che mi sarà forza abbandonare per ora il Canton Ticino, e desidero sapere da lei, se Gine­vra continui ad essere, malgrado i tristi avvenimenti di Savoia, la stessa città ospitale per noi che lo era due anni sono. Mi resta un'altra grazia da chiederle ed è di gradire un piccolo articoletto dame scritto sull'ultima opera sua, quantunque scritto troppo in fretta per cui è incompleto e sconnesso.
Non le chiedo perdono di tante noie perchè ciò sarebbe farle torto. La pregò invece di continuarmi la di lei benevolenza, e di gradire i saluti miei cordialissimi, partecipandoli alla gentilissima moglie sua, della quale godo assai sentendo che la salute è buona.
Mi creda poi per sempre
di Lei Aif.mo Obbl.mo Servo
Filippo Ugoni.
P. S. - Sé avesse la compiacenza di rispondermi mi farebbe grazia dirigendomi la lettera sotto coperta diretta al sig. Ortalli.
n.
Zurigo, 21 Febbraio 1834. Pregiatissimo Signore,
Se prima d'ora io non l* ho ringraziata delle molte gentilezze da lei usate ai tre miei amici egli è stato-per non importunarla con soverchie lettere. Lo faccio adesso con un cuore interamente grato, e oso allo stesso tempo presentarle un altro amico mio, ano de* migliori che m'abbia e degno certamente d'essere conosciuto da lei: questi è il sig. Ortalli di Parma, uomo che a molta istruzione e a molto senno unisce un carat­tere de* più nobili; egli m'ha espresso il suo vivo desiderio di vedere quell'uomo ch'è