Rassegna storica del Risorgimento

UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
anno <1938>   pagina <667>
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Lettere di Camillo e Filippo tigoni al Sismondi 667
ali indipendenza e alla liberta d*Italia; prima però d'inoltrarsi in questa traduzione 1 amico mio desidererebbe di sentire il parere di Lei.
Mi duole di non aver per anco potuto avere qui la Revue mensuelle iVéconomù polìtique; mi si promette tuttavia in breve e leggerò con avidità ì di lei articoli. Un piuttosto buon giornale si stampa a Napoli intitolato il Progresso, e i soggetti ne Bono appunto l'economia politica, il commercio, la storia, le scienze militari, ecc.
Non oso pervenire a Ginevra perchè panni non essere un asilo per anco concesso agli italiani. Ortalli mi scrive delle molte gentilezze ch'egli ha ricevuto da Lei ed io la ringrazio infinitamente per lui.
La prego di dire tante cose alla pregievolissima Madame Sismondi ed a continuare la di lei benevolenza al
di Lei Aff.mo Obbl.mo Filippo Ugoni.
Da Parigi e da Brussellcs mi scrivono che gli ultimi avvenimenti di quella città sono Eatti per digradare la Repubblica. Da Napoli invece mi scrivono, che quel giovane re vi si fa amare.
A Monsieur Mr. de Sismondi
aux soins de Mr le General Dufour
Genève.
TX.
Zurigo, 9 Maggio 1834. Carissimo Signore,
Ho proprio piacere ch'ella non sia contenta dei principi d'Economia politica sposati dal nostro Arrivabene; né Passerini né Ortalli he io volevamo che si stampassero quelle due lettere di Senior, tanto pio. che temevamo d'imbarazzare le teste degl'ita­liani che non hanno per anco bene imparato la teoria di Malthus. Le devo confessare ch'io ne' leggeri studi d'Economia da me fatti ero divenuto partigiano della scuola inglese, e ragionavo così: la scienza dell' Economia, come quella della Guerra, sono due studi separati dalla Morale: l'economista deve cercare la maggior ricchezza come il guerriero il maggior danno del nemico; starà poi al legislatore e al filosofo a profittare di queste scienze per farne risultare, insieme alle altre, il maggior bene d'una nazione, dell'umanità. Pensando poi oltre sono andato accostandomi alla dottrina professata da lei, e oggimai credo che in qualunque scienza si professi non debbasi mai dimenti­care la scienza fondamentale di tutte le altre, il benessere cioè di tutti. A questo pro­posito mi piace di citarle qui alcune righe di Allan Conningham estratto dalla sua History ofBritsh Idierature, ove questo autore parla della storia della guerra spagnola del colonnello Napier The man and the soldier are stamped on every page. He does nat hook uponmar as a woiulerotisdevelopmenl ofseicncealone, in whieh theblood of thousands is spilled, io vindicate a mathematical manoeuvre or support a scientific demostration; man, he regards as something batter than food far ilio common', and the earih is to him lovely, far its produce, and ita woods and strenna, raiher than far affording capital soil for entrenchments, and fine plainsfor evolution of caoàlrytoe
Queste parole debitamente modificate credo che si potrebbero applicare a lei, caro signore, parlando della di lei opera sull'economia, e vi si potrebbero aggiungere queste altre: While it is quiio, certain that no one but a claar sightad soldier (cumonist) could have penned tuch a voorh, it is equally sure that his heart is warm, and his simpaihy alive 7).