Rassegna storica del Risorgimento
UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
anno
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1938
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pagina
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673
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Lettere di Camillo e Filippo tigoni al Si smondi 673
fare a meno dì no tare, conte seni h ra ni i ch'ella si contradica dicendo, che la maggioranza non è per noi, avendo detto nella storia della Libertà in Italia, che non vi sarà pace per VEuropa, fino a che la nastra patria rimarrà serva: come potrebbe l'Italia impedire la pace europea, ove le sue masse rimanessero inerti? io proprio credo, che il desiderio d indipendenza, e di non formare più che una sola nazione, sia oggi mai generale in Italia; ma dico il desiderio, non per anco la volontà. La maggioranza noi l'abbiamo avuta in quasi tutti i nostri tentativi di rivoluzione; né è stata colpa del popolo se non ci siamo battuti contro il forastiero. In quanto al clero, credo che da noi non ci siano più se non le alte gerarchie nemiche della liberta; i curati di campagna, indigenti ssimi per la maggior parte, o sono indifferenti o parteggiano per noi.
Là ove ella parla di demagogi svizzeri aggiungo, con di lei permissione, la seguente nota: Con tutto il rispetto ci pare che quei giornalisti i quali hanno dato il nome di aristocrati ai demagogi de' piccoli cantoni non avessero tutto il torto; giacché se per confessione stessa del sig. Sismondi quei demagogi sono per hi maggior parte preti o nobili, questi titoli essendo aristocratici da per tutto, non v'è molta inesattezza nel chiamarli aristocratici in Svizzera; e quantunque i nobili o demagogi svizzeri non formino un corpo, molti di essi però sono per così dire demagogi ereditari, giacche appartengono a famiglie che per più generazioni hanno esercitato la demagogia; ciò che in questo caso viene a dire lo stesso che aristocrazia. Se non che egli è verissimo, che cotesti demagogi o aristocrati de* piccoli cantoni, in tanto solo amano la democrazia pure in quanto possono in esse esercitare un potere quasi assoluto, ciò che non potrebbero fare ove il diritto di dare il voto fosse riserbato per gran parte al merito ed al' sapere; e questo è appunto il pensiero del nostro autore .
Vorrei ch'ella avesse la compiacenza di dirmi s'é per isbaglio, chcjnella sua ultima lettera nomina solo 7 comuni nel Yallese mentre in fatti sono tredici Zehenden ovvero Dixoines; o se per questi 7 non intende altro che quelli del Vallcse superiore, come forse i più democratici, nel qual caso converrebbe specificarlo. Ma io credo che abbia pensato ai 4 Comuni di Vicenza. Veramente mi pare che Giurisdizione, tradurrebbe meglio la parola Zehnten; giacché il mio autore dice: .leder Zchnten hat ein Gericht , e Giurisdizione credo che denoti appunto il Gericht. Comune corrisponde a Gemcinde e di queste ve ne sono nel Vallcse 150.
Vorrei finalmente accertarmi, quantunque non ne possa quasi dubitare, s'ella esclude Parigi dall'elezione dipartimentale dei censiti a 100 franchi, solo per ovviare che questa città non somministri troppi deputati. Ma egli era ben necessario di fare questa esclusione odiosa e forse nociva agl'interessi generali? giacché i deputati eletti a Parigi valgono, un'elezione per l'altra, meglio di quelli eletti in mólte altre città, e tanto più varrebbero meglio ove il censo fosse abbassato a 100 franchi. O forse non ho io ben letto l'originale? giacché se escludiamo Parigi, perché non escludere Lione, Marsiglia ecc.?
Perdoni, cara Lei, tante seccature. In quanto al mio cattivo umore, non proveniva d'altro che da troppa bile, la quale se ne è ita col viaggetto a piedi e con qualche pillola antibiliosa. Dopo domani aspetto qui Radice colla moglie sua, recente mente sposata in Irlanda, che tutti i miei amici, e fra questi i Ciani, mi scrivono essere una amabilissima persona. II litografo mi ha rovinato il bellissimo disegno ad onore dei Martiri d'Italia, ciò che mi forzerà a prendere altre pillole. Da Parigi m'invitano a faire une ripntalion au roi de Naplcs, ciò che mi causa pure la bile perché se il re di Napoli è proprio disposto a fare del bene all'Italia deve farsi la riputazione da se Stesso.
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