Rassegna storica del Risorgimento

UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
anno <1938>   pagina <675>
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Lettere di Camillo e Filippo tigoni al Sismondi 67
poi di mia parte In prego di riverirmi infinitamente questa degnissima Signora e ràderne di accettare per se stesso i sensi della più sincera slima ed affezione del
di Lei Aff.mo Obb.mo Servo Filippo Tigoni. À Monsieur J. C. L. Simond de Sismondi
Genève.
XIV.
Zurigo, 9 Novembre 1834. Carissimo Signore,
Mi duole assai il vedere che ella non può in nulla aderire alla domanda del Grillenzoni e dei due tipografi; perchè temo che scoraggiati non abbandonino l'im­presa, ciò che sarebbe di certo danno all'Italia, la quale ha estremo bisogno di occu­parsi di se stessa, di conoscere la propria storia per sentirsi spronata a ritornare nazione. Io però le confesso che spero di ottenere tuttavia qualche cosa da lei; forse una seconda prefazione, forse uno sguardo gettato alla traduzione, tanto per sapere se questa sia di suo gradimento o no, e che ella voglia compiacersi di rispondere a qualche dubbio che potessero insorgere nella mente del traduttore. La prego inoltre di volermi indicare i migliori articoli che furono stampati sull'opera delle Repub­bliche del medio evo. Gl'Italiani sembrano divenire desiderosi di conoscere qual figura abbiano fatto negli scorsi secoli e convien nutrire questo loro desiderio. Dopo la storia del Bossi, del Botta, è uscita ultimamente quella del generale Colletta in 4 sul regno di Napoli, al tempo dei Borboni e dei Napoleonidi: è scritta in buona lingua italiana, nello stile di Tacito, veritiera ed imparziale molto, ma né abbastanza drammaticamente, né abbastanza filosoficamente scritta; il Collctta e un onesto uomo, desideroso' del bene, ma non sa abbastanza tracciare le vie di raggiungerlo. Se ella non conoscesse per anco quest'opera mi farò un pregio di spedirgliela.
Le sono grato dell'invio che ella vuol farmi dei suoi ultimi articoli e la prego spedirmeli per la posta sans bande perchè così li riceverò più sollecitamente. Sono assai desideroso di leggere i suggerimenti che ella ci ha dati, tanto più perchè spero che ci debbano essere di molta utilità. Il sig. Pictet, già sindaco, consigliava nel 1821 gli esuli di andare in America; è bene ora che un altro ginevrino sappia darci consigli migliori: ella sa che
Ove che vada l'Esule Sempre ha la patria in cor
e che gente la quale tatto ha sacrificato alla patria, non può per tutto il resto della vita pensare ad altro che alla patria.
Proporrò oggi stesso a questa Società di lettura la Rivista economica e spero che sarà accettata.
Le sono gratissimo del buon desiderio sao e dell'ottima Sig. Sismondi di avermi ad ospite nella loro cara caso, ma vedo bene che la troppo sospettosa Polizia ginevrina vi s'oppone. Davvero parmi che codesta polizia abbia troppo tenuto gli occhi chiusi l'anno scorso e ti abbia ammalati delle traveggole quest'anno. Qui noi godiamo di una vera ospitalità, di quella stessa che godettimo già tempo a Ginevra. In quanto all'JGu-rope Centrale ne lessi alcuni numeri quando apparve da prima, e poi non l'ho più guardata, come neppure il Federala. Davvero stando a quanto me ne scrive ella, tanto V Europe, come il Federale dovrebbero almeno cambiar di titolo e iui ir. (darsi giornali