Rassegna storica del Risorgimento

UGONI CAMILLO ; UGONI FILIPPO ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD
anno <1938>   pagina <677>
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Lettere di Camillo e Filippo Ugoni al Sismondì 677
in, Italia siano 3 tati gli scritti di Pecchia, di Berchet e di altri Mazzini atesso potrebbe rendere un gran servigio alla nostra patria se volesse abbandonare le sne utopie. Ella poi ha perfettamente ragione di lamentarsi di quei fuoruscili che vogliono troppo immischiarsi negli affari delle nazioni le quali danno loro ospitalità; ma avrei desiderato che dal suo articolo apparisse che questi esuli brouillons sono in piccolissimo numero, tale essendo la verità, almeno rispetto agl'italiani. Non oso aggiungere niente su quanto Ila dice della Svizzera. Certo questo paese è il più felice del mondo perchè è appunto quello che possiede le più liberali istituzioni; ma siccome anche ha Svizzera vi sono gli nomini del progresso e quelli della stabilità, mi pare ch'ella avrebbe potuto soste­nere i primi contro i secondi. Le riforme di quasi tutti i Cantoni fanno abbastanza conoscere che anche in questa terra tutto non è perfetto, e soprattutto che se rimane disunito com'è, alla prima guerra esso corre rischio di rimanere vittima del più forte, come già lo fu dei francesi appunto per le sue discordie intestine. Io mi ricordo d'aver sentito lodare da Lei il progetto di Rossi: il governo di Ginevra stesso lo trovò buono; perchè abbandonarlo adesso ? Perchè, rifiutando quel progetto, o un simile, preparare alla Svizzera una certa e violenta rivoluzione? perchè voler conservare in alcuni Can­toni nel 1834 il barrocchismo del Medio Evo ? Non v'è nazione in Europa che importi più al bene universale di rendere forte quanto la Svizzera, e perchè lasciarla debolis­sima qual'è ? tanto debole che l'anno passato ha dovuto inchinarsi allo stesso debolis­simo Carlo Alberto!
Mi perdoni se forse ho osato dir troppo; ma se ella prende interesse per l'Italia ne prendo anch'io per la Svizzera e desidero di vederla felice per sempre.
Gradisca le assicurazioni della mia continua stima ed affetto.
Il di Lei obbl.mo Servo A Monsieur Filippo Ugoni.
Mr. J. C. L. de Sismondi Genève.
XVI.
Zurigo, 13 Aprile 1835. Pregiatissimo Signore,
Ho tardato un'ora a ringraziarla dell'ultimo opuscolo ch'ella ha favorito spedirmi per poterle inviare unitamente alla mia risposta la traduzione del Voto Universale. Questa traduzione m'è finalmente giunta feri, ed il tempo che ha messo nell'uscire dai torchi è precisamente in ragione inversa del mèrito suo. Le invio insieme un mio Manifestino alla traduzione che si sta stampando dell'opera del Macfarlanc. Ora sto aspettando la di lei ùltima opera sulla Decadenza dell'Impero Romano e far fare anche questa immediatamente tradurre; ma per quanto l'abbia commessa e a Parigi e a Ginevra fi n'ora non l'ho potuta ricevere: l'ho però già fatta annunziare al pubblico italiano, e appena l'avrò Ietta ne scriverò il manifesto.
Quanti avvenimenti in questi ultimi giorni! Gloria all'Inghilterra la quale procede sempre innanzi. Il ministero Wellington non mi sbigottì punto perchè ero sicuro o che esso purè avrebbe dovuto servire al progresso o che sarebbe caduto, come i fogli di oggi ci annunziano. L'Inghilterra è ai miei occhi una vera àncora di sicurezza gettata nel mare per tener ferma la libertà: ed ora che in quella nazione anche il basso popolo incomincia ad illuminarsi, i progressi saranno più rapidi che non lo furono fino qui. La Francia invece e tutte le altre nazioni che hanno adottato il suo sistema fanno com­passione; sembrano non aver altro che un po' di testa per argomentare e nessun cuore