Rassegna storica del Risorgimento
1799 ; SELIM III
anno
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1938
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pagina
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690
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690 Ugo Santa Maria
Argomento difficilissimo, dunque. Né può affermarsi che alla compilazione abbia con* tribuito una penna della Corte borbonica: a parte l'ampollosità propria dell'epoca e di qualsiasi manifesto dal reazionario al giacobino, sta il fatto che si avverte con facilità, nei concetti come nella esposizione, P impronta genuina di uno scrittore ottomano. Dcvesi per altro riconoscere all' ignoto traduttore cristiano e reazionario una tal quale abilità nell'uvei- saputo maneggiare abbastanza bene la forma ed effettuare la non facile presentazione di un compromesso al anormale, come l'alleanza in questione, alla inevitabile prevenzione ed alla ostilità istintiva delle masse.
Sul curioso e strano episodio dell1 intervento turco nella Santa Fede è stato scritto molto ed anche recentissimamente, sempre però per giuoco di contrasti ed in modo affatto generale: alcun particolare contributo o apporto ha chiarito e sviluppato ulteriormente le note del Sacchinelli.J) l'unico storico che ne parlò largamente, tranne lo studio del Maresca.2) Eppure la vicenda e l'azione di quel Comandante turco spedito quale messaggero al cardinale Ruffo dall'Ammiraglio CadirBey trovatosi, poi, condottiero della sua scorta lungo l'itinerario delle masse, durante l'assalto della Capitale, infine firmatario, in nome del suo Governo, della famosissima Capitolazione dei Castelli di Napoli, e perciò consacrato veramente alla storia, meriterebbe particolare studio che potrebbe, forse, risultare fortunato.
Comunque non sarà del tutto inutile rendere noto il Proclama seguente, che
riproduco conservandone la grafia originale.
UGO. SANTA MARIA
JL * SELIM III"
GRAN SIGNORE DE' TURCHI
OMBRA. DI DIO, FRATELLO DEL SOLE, E DELLA LUNA, CAPO DI TUTTI I RE, DISTRIBUTORE DELLE CORONE ECC. ECC.
AI POPOLI DELL'ITALIA
l nemici di Dio parlarono l'empietà. Applaudirono i Malvaggi ai loro discorsi, e i Deboli sul loro esempio calcarono le vie del delitto. Il parto dell'iniquità fu firmato col sangue nella Città di Parigi., ed i torbidi Novatori dall'Ectna all'Imao arrisero ai loro progetti. I delitti degli Uomini erano al Cospetto del Creatore de' Cieli: Egli volle punirli. La Francia fu la Spada di fuoco, che dovea vendicare i suoi torti, e quelli de' suoi Profeti. I suoi colpi fischiarono, quasi vento settentrionale fra le gole del Tauro, e quasi folgore fragoroso, che cade sulle cime dell'Emo. Sulle mine degli Altari, e de' Troni fu edificata la sua Potenza: Precederono le sue Armate il timore, l'anarchia, il delitto, la rapina: Precorsero tutta la terra colla velocità del baleno: Portarono ovunque desolazione, e miseria. Devastarono i Campi come Locuste, che vengono dal Deserto: Consumarono le messe, quasi vento, che soffia dalle cuocenti sabbia di Libia. Come cadono sotto la Scure suonante
i) Memorie storiche sulla vita del Cardinale Fabrizio Ruffo scritte dall'abate Domer ideo Sacchinelli già Segretario di quel Porporato, ecc. ecc., Napoli, dalla Tipografia di Cario Cataneo, 1836.
2) BENEDETTO MARESCA, H Cav. Antonio Midutntttx nella reazione Napoletana deWanno 1799, in Archivio Storico per le Provincie Napoletane, anno XVIII, fase. 3, 4 e XIX, fase. 1, 2. 3, 4.