Rassegna storica del Risorgimento
1799 ; SELIM III
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1938
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691
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Un proclama del Sultano Selim IH, ecc. 691
i superbi Cedri del Libano, caddero in faccia a lei i Potenti della terra. Qual paglia innanzi al fuoco sparvero gli Eserciti al cospetto delle sue Armate. Piansero le Nazioni, asperso u capo di cenere. L'Altissimo non ascoltò i toro pianti. Non erano ancora espiate le colpe degli Uomini. La Francia non era ancóra arrivata al colmo dell'empietà, e della polenta. La vendetta di Dio dirìggeva ancora i suoi passi: I suoi trionfi, i suoi eccessi, i suoi delitti dovevano ancora servire ai di Lui terribili sapientissimi fini.
Le sue (sic! leggi tue) fertili, e deliziose Campagne; le ricche sue (sic! leggi tee) suppellettili, parto dell'opulenza, e del lusso; i preziosi frutti delle arti, deWinvenzione, e del genio accesero, o Italia, i. di Lei dcsiderj. Il progetto dell* invasione delle tue contrade fu concepito, e deciso. Iddio aveva decretato il tuo castigo, e distrutte nel giorno del tuo furore tutte le tue difese. La Francia doveva stringere quelle Catene, che erano state tese ai tuoi piedi. Così Tamerlano castigò ì traviamenti di Bajazet mio Antenato. Si ottenebrarono i tuoi occhi: la discordia scese nel cuore de* tuoi Potenti: il timore si assise sulle braccia de* tuoi Condottieri: qual nebbia al Sole furono dissipati i consigli de* tuoi Sapienti: i tuoi Figli scavarono innanzi a* tuoi passi la fossa. Qual torrente, che dai sassosi Gioghi del Caucaso inonda nella pienezza delle sue acque le sottoposte pianure, scesero dalle gole delle Alpi le fameliche numerose Orde Repubblicane a lacerare il tuo seno. Urlarono i tuoi Figli, ma i loro urli furono soffocati dallo strepito delle Armi, e dai marziali Str omenti Invano i tuoi Sacerdoti predicarono la verità, e la virtù. Gli Empi nella loro ébriezza cantarono le lodi dell'empietà, e dell'errore. Dall'Appaio al Moacenis le ripeterono gli stolti, fatti sul loro esempio malvaggi.
Allora furono distrutte le sedi de* tuoi Antenati, atterratigli Altari, i Santuari nudati, profanate le Chiese, consagrate aWobblio le tue Solennità, all'obbrobrio i tuoi giorni Festivi, Furono strappati dal tuo seno i più potenti. Dovettero i tuoi Figli impugnare le armi pe* suoi nemici, che ricchi delle tue spoglie, sedettero negli Scranni de* tuoi Magistrati. Tacquero la Religione, le Leggi. M Popolo cercò piangendo del Pane: si spogliò del suo più prezioso per saziare la loro avarizia. Si disfecero in pianti i tuoi Sacerdoti carichi di catene. Impallidirono le Vergini mal sicure. Tu fosti per soccombere dal dolore. Qual turbine procelloso vendemmiarono le Città, e le Campagne. Parvero le tue contrade il giorno dopo la messe. Stettero le lagrime sulle tue guanoie, né alcuno de* tuoi Amici procurò d'asciugarle. Viddero i tuoi nemici le tue Feste, e le insultarono: oppressero il tuo dolore, e se ne fecero beffe.
Ebra la Francia dei suoi successi fabbricò sull'arena la sua grandezza, fragile al pari del ghiaccio. Invase VEgitto, e la Soria: Minacciò di là la mia sede: violò i dritti: ruppe trattati: cumulò delitto a delitto.
Giunsero le grida dei Buoni alle orecchie di Dio: Perorarono i suoi Profeti la causa degli Uomini. Iddio ne parve commosso. Parlò in voce di sdegno ai suoi Ministri, e i Monarchi si unirono contro il Regno dell'empietà e della colpa. I Figli di Edom, di Magog, di Gomar, di Mìzraim furono in armi. Gli abitanti delle Isole cantarono il loro valore, e seguirono il loro esempio. La voce dell'ultimo dei Profeti si fece sentire ai miei orecchi, qual rombo di tuono, che va a perdersi fra le montagne. L'anima mia fu commossa, ed il Muftì, i Cadì, gl'I mani, i Denis parteciparono della mia commozione. Fremerono i credenti sul nuovo attentato, e ne giurarono vendetta. Sventolò il Vessillo del Gran Profeta; tutti furono in armi; le Campagne furono coperte d'Armati, come le sponde dell* Eusino di foglie all'apparir dell'Inverno. Gemerono i Mari sotto il peso dello mie Flotte, e dei miei potenti Alleati. La Religione, lo Leggi, la Virtù, la Giustiziafurono proclamale. Il Tedesco, il Busso, il Tartaro, l'Ottomano, l'Inglese, il Lusitano giurarono di ristabilire l'ordine, la tranquillità; di vincere o di morire. Tra Voi, Italiani, vengono le Flotte coalizzate a depositare questi Figli del coraggio, e della vittoria; i difensori della pace, e del Soglio. Le vostre