Rassegna storica del Risorgimento

VENEZIA ; TOMMASEO NICCOL? ; CENSURA
anno <1938>   pagina <693>
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Un conflitto del Tommaseo con la censura, ecc. 693
anche polìtico dei suoi concetti sulTcducuzionc, scriveva proprio sulla soglia del libro pubblicato dal Le Mounier: vorrei che gli Italiani vedessero chiaramente che d'ogni loro sventura e speranza, l'educazione è radice: vorrei che vedessero quanto s'è fatto sinora esser poco al bisogno.... Deplorava che alcuni fossero contenti di quanto era stato fatto nuora: Avessero più, si vanterebbero meno. Augurio pessimo, i vanti!. Ma sapeva che non mancavano all'Italia anime e intelligenze operose, e sperava in un futuro migliore.
Senonchè la ristampa del libro Sull'educazione era stata fatta senza il con­senso censorio che veniva richiesto anche a chi, abitando nel Lombardo-Veneto, volesse pubblicare alcunché in altri Stati d'Italia. Il Tommaseo aveva avuto troppo da fare con la I. R. Censura Austriaca per ignorare ebe il consenso non sarebbe venuto, o sarebbe venuto con obbligo di soppressioni e di mutilazioni, dolorose al suo orgoglio e, più, alla sua necessità di parlare: e non aveva sottoposto la ristampa all'esame, e non aveva chiesto il consenso: di qui una lunga inchiesta dell'I. R. Uffi­cia di Revisione dei libri e stampe, la quale sembra a noi qualche cosa più di una semplice disavventura editoriale, tale da sollecitare la curiosità dell'erudito: ma un fatto importante che può attirare anche l'attenzione dello studioso di storia, perchè, come vedremo, influì grandemente sul discorso letto dal Tommaseo all'Ateneo di Venezia il 30 dicembre del 1847, che iniziò nel Veneto la agitazione legale (ma Nic­colò preferiva dire resistenza legale) e poi portò,* insieme ad altri scritti, il dalmata in carcere, e di 11, direttamente, alla rivoluzione e al governo. *)
Non appena 1' I. R. Ufficio di Revisione fu informato della ristampa fiorentina incaricò di una inchiesta la I. R. Delegazione provinciale, affinchè essa procedesse (conservo quanto è possibile le parole stesse dei documenti) 2) a norma delle sue attri­buzioni. La Delegazione, in data 21 luglio 1847, dopo avere esaminato il libro, rife­riva quanto segue: che l'opera in discorso, congiuntamente a sani e morali principi, manifesti una tendenza liberale ed in più luoghi accortamente discorde dai vigenti sistemi politici, ciò risulta dall'esame fattosene, e che formò argomento del devoto
rapporto 7 marzo p. p 3) Che poi l'opera stessa sia d'un'indole cosi assolatamente
pericolosa e sovvertitrice da doversene promuovere dall'autorità superiore, anziché un circospetto divieto, una precisa condanna ed una ineccezionabile proibizione, ciò è quanto remissivamente non sembra al devoto sottoscritto, il quale per ciò appunto nel prescritto rapporto... trovò coscienziosamente di doverne proporre non il damnatur, ma soltanto la limitata classificazione all'erga schedam. Non trattandosi quindi di un'opera che caratterizzare si possa quale rivoluzionaria, né di tale perversa
?) Paolo Prunas, in una nota alla sua eccellente edizione dell'opera inedita del Tommaseo Venezia negli anni 1848-1849, 1, pp. 13-14, n. 26, ha dimostrato che fino dal giugno Niccolò pensava a una petizione sull'argomento delle strettezze censorie. Ma questo non toglie valore alla mia ipotesi che il discorso all'Ateneo sia stato ispirato, o influenzato, dai rigori della censura contro la ristampa degli Scritti sull'educazione, E del resto la petizione stessa del giugno non è improbabile fosse suggerita a Niccolò proprio da questo motivo, poiché il primo rapporto della censura è, come vedremo, del 7 marzo, ed è facile, direi quasi sicuro, che egli ne fosse stato informato.
2) I quali documenti si trovano a Venezia, presso lo Biblioteca del Museo Correr, Carte Manin, Polizia austriaca dal 1799 al 1848, n. 1210.
sì Non ho trovato questo rapporto fra lo carte del Museo Correr.