Rassegna storica del Risorgimento
FILATELIA
anno
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1938
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pagina
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710
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710 Libri 6 periodici
vita privata, negli ultimi anni di sua vita ebbe la gioia di vedere la Sicilia avviata a sapido sviluppo per opera del regime fasciata, e di sapere iniziata quella bonifica integrale per cui aveva tanto combattuto. Mori il 5 aprile 1935 tra il compianto dei concittadini cbe avevano potuto ammirarne le buone doti di mente e di cuore. J
Giuuo MELE, Guerra e Folklore; Napoli, Pironti, in 8, pp. 154 con 16 illustrazioni f. t., L. 8.
Se non ci inganniamo, il titolo di (mesto libro conduce senz'altro a pensare a quelle curiosissime, e care, e multiformi espressioni artistico-lcttcraric cbe possono nascere, e sono nate, dall'anima del nostro popolo, allorquando essa è stata accesa, in tutto il suo sentire, e agitata, in tutte le sue vibrazioni, da quell'avvenimento eccezionale che è la guerra.
Difatti il popolo-soldato porta con sé nelle trincee e nelle marcie la sua poesia, il carattere della sua regione, del suo paese, le maniere interpretative ed espressive, tutto il passato della sua gente, ed usi, e tradizioni; per le quali cose nel contatto di una realtà assolutamente nuova come la guerra si creano appunto espressioni di una varietà e di una originalità veramente singolari.
Questo a nostro parere e il folklore; e questo abbiamo chiesto al volume del Mele, quasi con ansia, giacché torna sempre commovente al nostro animo il ricordo dei mille vincoli con cui fummo e restiamo avvinti al bnon popolo nostro della grande guerra.
Ma diciamolo pure sin dalle prime pagine la nostra ansia è rimasta delusa. C'è in questo volume del Mele anche del folklore, perchè non mancano le rievocazioni e le citazioni di poesie e di conti popolari della guerra, né vengono trascurate certe frasi caratteristiche uscite dalla bocca del soldato o vergate da lui sulle lettere famigliari; e nemmeno sono dimenticati i giornali della trincea che tuttavia sono una espressione del folklore molto più. limitata di quanto il Mele mostri di credere. Ma anche queste manifestazioni folkloristiche, che si possono notare qua e là, non dicono quasi nulla.
Sarà forse perchè noi crediamo che il folklore sia una pianta in fiore molto delicata. Per vederla nella sua bellezza e per gustarla nel suo profumo ci vuole anzitutto un'anima antiretorica che non pare sia quella del Mele, tutta proclive ad ornare di un suo lirismo ogni atto od ogni fatto che ha raccolto. E poi bisogna possedere un gusto eccezionale per la scelta del genuino fiore di campo, e star lontano dai giardini e dalle serre. E quando si è scelto, bisogna, direi quasi, presentare le cose scelte senza toccarle, che anche un piccolo tocco o ritocco o commento o frangia, sciupa e deforma.
Se questa nostra esigenza sia eccessiva noi non sapremmo dire; è certo che a questa esigenza non ha ubbidito il Mele, il quale offre per esempio nei pruni capitoletti brani di lettere di combattenti e di eroi che appartengono alla nostra storia letteraria in qualità di scrittori autentici, quali il Locehi e il Borsi; oppure oifre brani di lettere che l'Omo eleo ha raccolto e messo in luce con ben altro spirito e con adeguata comprensione, e lontano da ogni carattere folkloristico. E cosi l'osservazione può continuare per tutti i capitoli, ed estendersi anche olle illustrazioni dove vediamo riprodotte, per esempio, le medaglie commemorative della grande guerra, o i manifestini lanciati dagli aeroplani austriaci, e via dicendo.
E allora, perchè Guerra o Folklore?
Veramente l'editore Pironti ha accompagnato il libro con un foglietto azzurro nel quale, dopo le Iodi di prammatica, si legge questa conclusione: Questo volume.,, vuol essere soprattutto un atto di fede patria .
E sta bene.
PIERO ZÀMA