Rassegna storica del Risorgimento
FILATELIA
anno
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1938
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pagina
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725
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VITA DELL' ISTITUTO
CARLO PIÀNCASTELLI
Il 19 febbraio scorso, moriva in Roma, nella sua abitazione di Piazza Adriana, dopo una breve malattia, il dott. comm. Carlo Piancastelli, bibliofilo e mecenate romagnolo di chiara fama. Era nato il 12 agosto 1867 a Imola, da distinta famiglia. Fu alunno del Collegio San Carlo di Modena e studente all'Università di Roma ove conseguiva la laurea in legge. Cultore appassionato degli studi romagnoli, iniziava nel 1885 una raccolta di volumi, stampe, disegni, autografi, medaglie, monete, dipinti, ceramiche e altri preziosi cimeli, molti dei quali erano emigrati all'estero, realizzando un nucleo imponente a carattere regionale, fra i privati certo dei più. cospicui d'Europa. Carlo Piancastelli si giovò del notevolissimo censo per beneficare sempre largamente i bisognosi, migliorare l'agricoltura e le condizioni dei lavoratori dei campi, dare degna celebrazione ai suoi illustri concittadini Arcangelo Corelli, Vincenzo Monti, Pier Damiano Armaudi dei quali scrisse in ottime monografie. Nel 1894 fondava l'Asilo infantile Regina Margherita in Fnsignano, terra dei suoi maggiori e vi costruiva un imponente edificio, sede della sua Biblioteca ricca di oltre 50.000 volumi e di opere d'arte, presieduta da Lui con impareggiabile dottrina ed amore. In esso collocava il grande monetiere imperiale che era venuto realizzando con ricerche ed acquisti costanti, studiato in tutti i suoi elementi per la vasta competenza numismatica posseduta; una raccolta di 8500 autografi a carattere internazionale e preziosissimi, che nel 1935 donava a Forlì in omaggio al Duce; un'altra riguardante il periodo del Risorgimento, ancor essa imponente e di grande valore, infine una collezione di medaglie rnussoli-niane coniate in Italia e all'estero, e che si può considerare completa. Pure nell'avita dovizia visse modesto e semplice, schivo d'onori e con il solo intento di giovare agli studi e al pubblico bene. Fu largo dì aiuti alle pubblicazioni storiche romagnole, sovvenendole, prestando alla consultazione codici ed autografi in genere, permettendo la pubblica esposizione di preziosi documenti come a Forlì e a Bologna nel 1935, in occasione del Congresso del R. Istituto per la Storia del Risorgimento, di cui era socio e membro della Consulta Provinciale di Ravenna. Appartenne alla R. Deputazione di Storia Patria per l'Emilia e la Romagna, all'Associazione Archeologica Romana, all'Arcadia, all'Accademia Rubiconica dei Filopatridi di Savignano e ad altre associazioni culturali. Fra i suoi lavori vanno notati in particolare La Romagna nei Promessi Sposi e i Promessi Sposi nella Romagna, Astrologhi ed Almanacchi, Arcangelo Corelli, Vincenzo Monti e Fusigna.no, Nel Centenario di un Albero, Saggio di una Bibliografia delle tradizioni popolari dalla Romagna, Nuovi accenni a superstizioni e pregiudizi in Romagna nel secolo XVIII, dettati con senso storico profondo e purezza di stile. Della sua generosità il nostro Istituto ha avuto prove ripetute, ed anche di recente per la pubblicazione del Libro Nero Ravennate di Zuma e Maioli, gli studi orsiniani del Ghisal-berti, quelli garibaldini del Mastri, ecc. La Raccolta Romagnola, frutto di una semisecolare fatica, è Btat* per testamento del compianto mecenate donata alla città di Forili che la collocherà in forma autonoma, in una istituzione intitolata al suo nome. Cospicui legati lasciava pure alle pie istituzioni di Alfonsino e Fnsignano. S. E. il Capo del Governo, i Ministri dell'Educazioni: Nazionale e dell'Agricoltura e Foreste, nonché numerosissime personalità ed Enti, associandosi al grave lutto, hanno reso come no omaggio olla memoria dell'insigne romagnolo scomparso. t