Rassegna storica del Risorgimento
TRAPANI
anno
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1938
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pagina
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731
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DALLA PREMESSA AL PROGRAMMA
.ll (1818-1860) I I H M
In alcuni versi sciolti, d'intonazione moraleggiante pari-niana, del poemetto VIndustria trapanese, G. M. Calvino cantava il lavoro ricostruttivo di una generazione intenta a creare le basi di una ricchezza non effimera come il benessere fittizio e passeggero goduto durante il periodo delle guerre napoleoniche; e al molle lusso delle grandi città fastose il poeta contrapponeva le opere di una gente animosa ed il fervore di rinnovamento sociale. La vita cittadina, infatti, si risvegliava tutta quanta e progrediva con ritmo celere. Trapani si abbelliva: vecchie costruzioni si restauravano o cadevano per dar posto a nuovi edifici, ad opere di pubblica autorità: l'orfanotrofio, la casa per i poveri perchè prima cura d'ogni paese incivilito sta nel provvedere ai bisogni dei miserabili , la biblioteca comunale, inaugurata il 21 aprile 1830. Si progettava di costruire un nuovo teatro come un'opera cotanto reclamata dai progressi della civilizzazione affin d'ingentilire i costumi e formare degli ottimi cittadini. Dalla città cominciava a disegnarsi quella raggerà di strade che dovevano congiungerla con i centri della provincia e con Palermo, mentre ancora in qualche altra provincia dell'interno dell'isola non si vedevano che tracce stradali, precipizj e fanghi . Ma uno dei migliori titoli di lode per i trapanesi di un secolo addietro è la rapidità con cui il problema educativo è compreso e risolto. I voti per trasformare l'Accademia degli studi in Liceo completo, come quelli di là dal Faro, risalgono al 1818 e diventano sempre più insistenti finché il sovrano l'approva con decreto del 6 gennaio 1833; la proposta per il teatro è del 1820; ma il voto del Comune di istituire scuole di tipo laneasteriano rimonta al 1818, cioè all'anno stesso nel quale a Milano Federico Gonfalonieri fondava lo stesso tipo di scuola di mutuo insegnamento, all'anno medesimo in cui esso compare anche nello