Rassegna storica del Risorgimento

TRAPANI
anno <1938>   pagina <740>
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Frtmcesco De Stefano
ma anche per quelle della Sicilia orientale, che fin'ora avevano tenuto lo stesso atteggiamento. La vecchia generazione era andata scomparendo a poco a poco, e il colera di quell'anno ne portava via i superstiti. Anche il popolo, che, per ignoranza, credeva che il colera fosse sparso dal Governo, si mise di malu­more. S'affaccia alla vita pubblica la nuova generazione, la quale, ammaestrata dall'esperienza indimenticabile degli anni giovanili, ricerca nella storia del passato non solo la gloria della sua terra, ma anche i motivi della lotta antiborbonica, e nella letteratura non solo la bellezza ma anche lo spirito che l'ani­merà in quella lotta. Alfieri e Foscolo ora allettano più che per la venustà della forma, per 1.calore e la forza dello spirito delle loro opere; l'orgoglio che il classicismo aveva alimentato, ora si accresce del furore del cosidetto romanticismo, e si com­pie il primo passo verso la lotta politica. Ora compariscono anche i nomi di Gioberti, Guerrazzi, Azeglio, Rosmini, Balbo, il patriarca dei moderati . L'anno stesso in cui si pubbli­cava il Primato morale e civile degli italiani del Gioberti (1843) il diciassettene trapanese Alberto BuscamoCampo componeva un'ode a Vincenzo Gioberti l'immenso , e, due anni dopo, egli stesso scriveva un'ode all' Italia, dedicata a Carlo Alberto di Savoia, a Cesare Balbo, a Vincenzo Gioberti. La ventata romantica aveva scosso anche colui che era stato il Segretario generale dell'Accademia della Civetta, Benedetto Omodei, il quale nel 1843, scrivendo al nipote G. B. Fardella il giovane, cosi giudica dei Prati e della poesia moderna:
Da Metastasio fin a lui, posso dire di non aver letto poesie più spontanee... di questi tempi, tutti i componimenti che non hanno oggetto politico, o velato o alla scoverta, poco tornar possono graditi poiché la più forte passione degli uomini, la passione del secolo... par che fosse una sola, e quale tu il sai. E vero che Prati scrisse in Lombardia, me devi ricordarti che Manzoni, Grossi ed Azelio anche quivi hanno scritto e pure nelle loro classiche composizioni (a. dunque, per i colti trapa­nesi- classica non era solo l'opera antica ma quella sana, come diceva Goethe) hanno adombrato in modo sublime, ora Podio contro le