Rassegna storica del Risorgimento

TRAPANI
anno <1938>   pagina <742>
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Francesco Do Stefano
istituzioni che ormai riuscivano di bisogno ai siciliani come ad ogni altro popolo colto , aveva creato la coscienza della necessità di concorrere alla santa opera, che richiede l'unione di tutti gli sforzi della nazione, della cacciata dello straniero . Quest'ultimo è un motivo nuovo che merita di essere osservato nella sua formazione. L'educazione classica, che i nuovi trapa­nesi, al pari degli altri siciliani, avevano ricevuto, e l'ardore romantico, che ora divampava in essi, sì integrano vicendevol­mente: classicismo e romanticismo potevano essere termini antitetici solo nella distinzione dei letterati. Il classicismo aveva confermato i giovani nell'antico amore per Roma: i poeti clas­sici li avevano educati al sentimento nazionale, che nella roma­nità trova le sue radici, e al pensiero di un'Italia come valore ideale; ora Mazzini, Gioberti, Manzoni, Guerrazzi li accendono nella visione di un'Italia come valore politico. L'autonomia da Napoli voleva essere soltanto separazione da un regime che si era rivelato in antitesi con gli interessi materiali e morali dell'isola; oltre il regime che ha sede a Napoli, i giovani vedono l'Italia, non più l'Italia ideale, linguistica, poetica, ecc. della generazione del Calvino, tanto tenace nella difesa della italianità delle lettere; ma l'Italia reale, che anela a riunirsi e a rendersi indipendente. La riunione poteva awe* nire o in forma federativa o in forma unitaria. La maggio­ranza preferiva la prima perchè non distruggeva la indivi­dualità siciliana nel grande Stato unitario; essa caldeggiava l'assetto federale perchè solo in questo i bisogni e gli inte­ressi non sarebbero stati sacrificati; ma per questo assetto essa si batteva senza spirito antinazionale. L'accusa che auto­nomia significasse insensibilità del movimento nazionale non regge. Le testimonianze migliori della coscienza d'italia­nità sono non solo certe manifestazioni significative teste rievocate dall'Accademico Volpe o già note, come ad esempio l'offerta di armi alla Toscana o la spedizione di una centuria di siciliani nella guerra contro l'Austria, ma anche questo