Rassegna storica del Risorgimento
TRAPANI
anno
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1938
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pagina
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743
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Dalla premassa al programma (18J8-1860) 743
documento ignoto, che è una lettera mandata dal giovanetto Nicolò Adragna alla famiglia, dal collegio militare della Nunziatella:
I grandi fatti di Lombardia hanno risvegliato nei nostri petti sentimenti degni di giovanetti militari. Per la crual cosa Portava nostra classe affrettando i suoi ultimi studi ha domandato di uscire adesso (marzo 1848) invece di settembre per combattere il comune nemico dell' Italia, oppressore dei nostri fratelli lombardi che tutti dobbiamo soccórrere. La quale domanda ha avuto buon successo ed essi si augurano di uscire fra breve. Ciò è di grande nostro piacere e per il loro bene e perchè mediante i loro atti eroici, essi e noi di questo Collegio ci acquistiamo un buon nome di faccia alla Nazione.
Tale era lo spirito della seconda generazione, e tale spirito si rafforzerà nell'esilio, la grande scuola in cui gli esuli compirono la loro preparazione politica. Come il decennio 18371847, nella terra natia, così ora il decennio 1849-1859, in esilio, è decennio <ìi esperienza e di preparazione, di un'esperienza che li porta fuori di quello elle ora appaiiva astuccio siculo ; al pro-firamina autonomista vanno rinunciando anche molti di coloro che ne erano stati i più tenaci assertori. Nell'esilio essi compirono il decennale tirocinio per il quale il sentimento di unità nazionale si trasformava in sentimento di unità politica. Un sol passo separava gli italiani dell' isola da quelli della penisola, Nostro precipuo scopo, dice il più illustre degli esuli trapanesi, il Torre Arsa, fu l'indipendenza e la libertà dell'isola e nostra massima di Governo la unione col resto dell' Italia meno che nel sacrificio della nostra autonomia . Ora anche questo è compiuto sull'altare della Patria; e si lavora per uno Stato forte, che riassuma in sé gli interessi maggiori e l'avvenire politico delle frazioni nazionali. Ed alla rinuncia sono pronti i trapanesi esuli ed i trapanesi rimasti nella terra natia. I rapporti fra gli esuli ed i rimasti sono più frequenti di quanto apparisca. Nella corrispondenza appassionata di affetti domestici e di speranze politiche si riflette tutto