Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <759>
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La giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 759
nella quale è riposta la virtù, il servare proportionem di Cicerone, tatto dinota come quei filosofi ponessero a fondamento della scienza e del­l'arte questo concetto. II quale elevato a dignità di dogma, e connesso con l'idea della Provvidenza, tiene il campo nelle dottrine dei Padri della Chiesa, e nei grandi scrittori del Medio Evo. E finalmente la moderna scienza, colle sue sperimentali investigazioni, riuscì alle mede­sime conseguenze e trovò la legge di proporzione sì nei grandi movi­menti dei corpi celesti, sì nelle più minute combinazioni della chimica affinità. Or questa legge vuoisi parimenti considerare non solo nei fatti cospicui e nell'andamento generale della storia, ma altresì nelle varie parti secondarie di ogni peculiare scienza civile. Dico, pertanto, che la massima produzione, l'ottima ripartizione, lo scambio più facile, il più accomodato consumo, e ancora le debite attinenze di tutte.queste parti infra loro scaturiscono dalla legge di proporzione; e che senza di essa la ricchezza pubblica o non si svolge compiutamente, o non produce quei benefici effetti dei quali è così ardente l'aspettativa.1)
Schematicamente considerata, la dottrina delle proporzioni potrebbe riassumersi nelle quattro proposizioni che seguono:
. 1) In virtù della nota legge della domanda e dell'of­ferta vi è tra i diversi elementi dell'economia una tendenza naturale e costante verso l'equilibrio. Produzione e consumo, lavoro e capitale, popolazione e mezzi di sussistenza, commercio interno ed esterno, medio circolante e credito tendono a equi­librarsi anche sotto la semplice spinta del tornaconto indivi­duale, e tale tendenza deve essere debitamente considerata anche dall'analisi scientifica.
2) Il punto di perfetto equilibrio intorno a cui cotesti elementi oscillano e si dispongono, è puramente ideale; ma se fosse realizzabile, rappresenterebbe nelle condizioni date il più alto grado possibile di giustizia e di moralità. Se per esempio domanda ed offerta si pareggiassero, i valori si stabilirebbero secondo la giusta graduazione dei costi e degli apprezzamenti; se, più particolarmente, domanda ed offerta di lavoro si equi­librassero perfettamente, ne deriverebbe una ripartizione fra
i) Cfir. MtaCKErn, op. di., pp. 298-99.