Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <762>
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Achille Norsa
dell'economia tendono all'equilibrio, non è men vero che tale tendenza è spesso contrastata da altre cause che agiscono in senso contrario, impedendo all'equilibrio di realizzarsi ed esa­sperando i conflitti. Ci si potrebbe chiedere ancora se veramente il punto di equilibrio fra quegli elementi, quando fosse realiz­zato, costituisca il maximum di moralità e di giustizia, consen­tito da una determinata situazione di fatto. I concetti di moralità e di giustizia non sono infatti così agevolmente determinabili, come a tutta prima potrebbe sembrare, e alla valutazione empirica solo si offrono alcuni effetti più o meno estrinseci ed accidentali, e infine l'invocare il sussidio dell'espe­rienza per una ipotesi non mai verificabile che parzialmente, richiede infinite cautele, suggerite dalla delicata natura dei fenomeni presi in esame.
In terzo luogo, per quel che riguarda gli effetti morali del progresso economico, seppur questi vi sono, il Minghetti è tratto dalla sua indole a sopravalutarne l'entità. Possiamo domandarci se quelle messe in luce dalla scienza economica siano tutte verità nobili, eque e consolatrici ,1J com'egli si sforza di dimostrare, e non so perchè, leggendo tali afferma­zioni, mi ritorna alla memoria l'amaro monito del Eccle­siaste: Chi accresce la scienza, accresce il dolore . Prima della grande guerra mondiale, gli scambi internazionali si erano così intensificati che le diverse regioni del globo forma­vano un solo immenso sistema economico; eppure ciò non impedì lo scatenarsi del conflitto.
Anche sull'efficacia dei progressi scientifici e morali il Minghetti sembra confidare più di quanto possa essere con­sentito dalla realtà: ben sappiamo, e lo stesso Minghetti poneva ciò giustamente in rilievo in altro suo lavoro,2) che il pro­gresso scientifico non si accompagna sempre e necessariamente
') Gfr. MINGHETTI, Opusc. ha. ed econom., p. 304. a) Cfir. MINGHETTI, op. cU.t p. 266.