Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <763>
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ha giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 763
al progresso morale, trattandosi di fenomeni che si svolgono su piani diversi della vita spirituale. La scienza appresta alT nomo mezzi e strumenti che egli può usare indifferen­temente per qualsiasi scopo; essa è, come la natura, indif­ferente dinanzi al buono ed al malvagio. Né il potere della scienza è poi infinito: ammettiamo pure che il limite di produt­tività della terra possa essere spostato per effetto di nuove applicazioni tecniche; ma in un dato momento ciò non può avvenire indefinitamente.
E del pari si conceda che un elevato grado di moralità nelle classi più numerose possa evitare in alcuni casi un eccesso della popolazione sui mezzi di sussistenza; ma ciò non toglie che Pinclemenza del clima e la sterilità del suolo possano frustrare gli sforzi più coraggiosi e tenaci; l'Irlanda insegni. Né si dimen­tichi che un eccesso di popolazione può essere evitato anche con mezzi immorali, senza avvertire, come è ben noto, che aggi in molti paesi civili il pericolo contro cui si deve lottare è proprio l'opposto rispetto a quello che Malthus e sulle sue orme il Minghetti, temevano. E ancora, senza correre col pensiero agli aspetti più recenti ed inquietanti del superca-pitalismo, non ancora verificatisi quando l'economista bolo­gnese scriveva, se egli avesse considerato come il grave disagio manifestatosi specialmente in Francia ed in Inghilterra coi rapidi progressi dell'industrialismo fosse almeno in parte effetto di scoperte scientifiche applicate alla tecnica industriale, forse sarebbe stato più cauto nei suoi apprezzamenti
Vi sono finalmente alcuni momenti nei quali quel regno ideale di armonia, quel pacifico accordo tra gli uomini che il Minghetti auspica, gli pare quasi già realizzato o prossimo a realizzarsi: il suo continuo far intervenire la morale nei rap­porti economici, se é giustificato in base al fondamentale suo assunto, lo conduce talvolta, senza che egli se ne avvegga, a falsarla, vestendola di troppo rosei colori, attenuandone i contrasti e le disarmonie.