Rassegna storica del Risorgimento
MINGHETTI MARCO
anno
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1938
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pagina
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Achille Noma
e di là qualche volta oltr'AJpe, nei paesi già visitati in gioventù, con una singolare predilezione per l'Inghilterra. Ne ammirava l'intelligente ed operosa aristocrazia di continuo rinsanguata da elementi nuovi, non meno che la sapiente
costituzione polìtica non creata in un giorno..., ma cresciuta a poco a poco come quegli alberi secolari che aggiungono al tronco ogni anno un foglio di grossezza, e mandano nuovi rami e protendono tali radici che a schiantarli non basta né il vento, né la tempesta, ma solo i fulmine o la scure può distruggerli.1)
Ben diverso era invece il giudizio ch'egli faceva della Francia e del dispotismo democratico di Napoleone III.
L'Imperatore politica e fa l'amore, i ministri rubano a josa, la buona società si delizia nei ricami, nelle uniformi, nelle calzette di seta, tornate di moda. Etichette e dorature nuove sopra viltà e turpitudini vecchie. z)
La. quei viaggi il Minghetti ebbe occasione di riannodare antiche relazioni e di stringerne di nuove, specialmente con gli uomini politici più in vista, quali Thiers, Palnierston, Gladstone.
Negli amichevoli colloqui con queste insigni personalità, non mancava di condurre il discorso sulla questione italiana, ogni qualvolta gliene venisse pòrto il destro.
Questo era, per quanto piccolo, un contributo non disprezzabile alla causa nazionale, che fin d'allora suscitava una larga eco di simpatie presso alcune correnti dell'opinione pubblica europea, e specialmente inglese, all'infuori e talvolta anche contro l'atteggiamento dei governi.
Le amicizie più fide e le maggiori attrattive erano però a Torino; qui vivevano in esilio alcuni tra i più cari amici di Bologna e di Romagna. Qui gli divennero familiari, specie dopo il soggiorno del '49, le figure più notevoli della politica
J) Cfr. M. MINGHETTI, Ricordi, voi. Ili, p. 26.
2) Cfr. la lettera del 23 gennaio 1853, in Carteggio efc., voi. I, p. 232.