Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <772>
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Achille Norsa
Senza tali doti, i loro temperamenti, che, come si è rilevato presentavano anche notevoli differenze, avrebbero probabil­mente cozzato in luogo di armonizzare ed integrarsi.
Fin dal 1846 essi avevano avuto un cortese scambio epi­stolare per ragioni scientifiche;1* si erano incontrati una prima volta nel '49, ma l'amicizia che li avrebbe poi si stretta­mente legati, nacque solo nell'estate del 1851, quando il Min-ghetti, recatosi a Torino, in uno dei suoi consueti viaggi, ebbe modo di seguire d'appresso l'opera del Conte.
Sono note le infinite difficoltà che egli incontrava sia da parte dei retrivi, sia dei radicali, sia degli stessi moderati, inca­paci di comprenderne gli ardimenti; eppure il Minghetti, come era stato fra i primi a volgere la propria fiducia e le proprie spe­ranze verso il Piemonte ed a vedere nel coraggioso Governo di quel piccolo Stato l'unica possibilità di salvezza per l'Italia, fu anche tra i pochi che intuirono subito l'eccezionale talento poli­tico del Conte, assecondandone l'opera col più schietto consenso.
L'entrata del conte di Cavour al Ministero, egli scriveva fin da allora, fu una buona fortuna e credo che dopo esposti i suoi piani alla Camera e pronunciati quei discorsi che abbiamo letti sui giornali, si possa francamente asserire essere egli uno degli uomini di Stato più eminenti del nostro tempo, paragonabile solo ai ministri d'Inghilterra.2)
Cinque anni più tardi, il conte di Cavour, chiamato l'amico suo a Parigi a collaborare in occasione di quel Congresso dal quale tanta serie di fortunati eventi doveva derivare per l'Italia, non mancherà di testimoniare all'amico una eguale stima, scrivendo al fido Castelli:
Minghetti est ici, nous travaillons ensemble, c'est un homme char­mant. Quel excellent ministre il aerait. 8)
1) S'erano occupati entrambi della già ricordata riforma doganale in quell'anno comprata dal Governo Inglese. Cfr. G. M.-uou, art. ci., pp. 5-6 e MINGHETTI, Ricordi, voi. I, p. 182.
2) Cr> la lettera in data Livorno 5 luglio 1851, a persona amica in Ricordi., voi. in, p. 394.
3) Cfr. CAVOUR, Lettere adito e inedite a cara di L. Ghiaia, Torino, 1880-87, voi. II, p. 206.