Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <773>
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La giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 773
Onde il Mughetti, se non eguagliò il genio politico del grande piemontese, fu tra coloro che meglio si adoprarono per proseguirne l'opera immaturamente troncata dalla morte.
Né minore fu l'ammirazione nutrita dal Minghetti per il Re, il quale, agli occhi suoi, salvava insieme con Leopoldo del Belgio, il principio monarchico in Europa.
Dopo esserne stato ricevuto in udienza, ne scriveva col più vivo entusiasmo al Pasolini:
Si vede proprio che è un giovane generoso e di cuore, D'Azeglio ha saputo svolgere mirabilmente quei germi nel suo animo, e in ciò ha avuto un gran merito. Del resto il Re lo riconosce e ne parla sempre con affetto, direi quasi filiale.1)
Ma ciò che soprattutto lo riconfortava nelle sue convin­zioni, era l'ottima prova fatta in quella parte d'Italia dal regime rappresentativo. Con questo gran fatto del Piemonte noi abbiamo ragione, perchè il nostro programma era che gli altri Stati d9 Italia si ponessero in quella medesima via .
Qui il Minghetti guardava al passato; ma quella constata­zione poteva ben valere per l'avvenire come augurio; e tre anni dopo, il futuro Ministro di Vittorio Emanuele dichiarava:
Io credo che il Governo Piemontese sia onesto, liberale, nazionale, e per conseguenza dal Piemonte possa venire beneficio al restante d'Italia... Se rivolgo altrove lo sguardo, non veggo dove fondare plausibili speranze.2)
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MARCO MINGHETTI E n* CONGRESSO DI PARIGI. - Nell'e­state del 1854, discute vasi fra il Cavour e l'Hudson, Ministro inglese a Torino, circa l'opportunità dell'alleanza del Piemonte, con le potenze occidentali che guerreggiavano in oriente; Minghetti, presente ad alcuno di quei colloqui, diede il suo
D Cfir. la lettera al Pasolini da Torino, 24 loglio 1851, in Ricordi, voi. Ili, p. 13, e MtK6HErri-PAS0um, Carteggio oit., voi. I, p. 198. 2) Cfir. M. MINGHETTI, Ricordi, voi. Ili, p. 403.