Rassegna storica del Risorgimento
MINGHETTI MARCO
anno
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1938
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pagina
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775
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La giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 775
buon numero di patriotti ragguardevoli, non senza difficoltà e grave rischio per l'autore e per i suoi amici. Ora mancava il più difficile: il passaporto: un pretesto plausibile fa trovato nell'acquisto da farsi a Liegi di una macchina pel nuovo stabilimento di filatura della canapa, nella cui creazione il Min-ghetti aveva avuto parte: il Consiglio di Amministrazione avrebbe dunque affidato a lui tale incarico. Egli si recò quindi dal cardinal Grassellini pròlegato della Provincia per ottenere il prezioso documento. Segui un dialogo assai gustoso per l'atteggiamento prudente e riservato del Monsignore e per gli abili sottintesi e l'astuzia con cui il Minghetti seppe raggiungere l'intento.
Mi recai dunque dal Monsignore e col miglior garbo possibile gli esposi l'intento del mio viaggio: Sarà bene, ma duolmi di doverle negare il passaporto. A questo punto io imaginai ch'egli avesse penetrato la cagione della venuta di Castelli, e stimai la partita quasi perduta; nondimeno con molta disinvoltura replicai: Ma qual'è il motivo cosi grave da cagionare il divieto di muovermi da Bologna? Glielo dico chiaro e tondo, rispose il Monsignore. Egli è perchè in questo momento il Governo non vuole che Ella abbia pretesti di recarsi in Piemonte. Udendo queste parole mi sentii rincuorato e ripresi: Se questa è la cagione del divieto, io prendo impegno, e le dò da ora la mia parola d'onore, che né andando, né tornando da Liegi, io toccherò in nessuna guisa il territorio sardo. E ciò promettendo l'assicuro che non fo nessun sacrificio perchè davvero io non aveva intenzione di andarvi. E per essere del tutto franco, aggiungerò a Vostra Eccellenza anche un'altra cosa, che se Ella m'avesse detto: non vogliamo che andiate a Parigi, avrei esitato molto a impegnare la mia parola d'onore. Ella mi capisce: trovarsi a dieci ore da quella bella e tanto gaia città, è una tentazione troppo forte, e le confesso che dubito di essere in grado di resistervi.
Capisco, capisco, disse Monsignore con uno sguardo furbesco e ponendomi la mano sulla spalla: abbia giudìzio, veh!
Così fini il dialogo ed io uscii coll'ordine che mi fosse rilasciato il passaporto. *)
l) Cfir. M. MOTCHETW, Ricordi, voi. Ili, pp. 94-95.