Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <776>
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Achille Norsa
Il Minghetti giunse a Parigi il 10 marzo: quivi, come è noto, Cavour aveva incontrate da principio serie difficoltà; pure le simpatie italiane di Napoleone e del plenipotenziario inglese lord Clarendon, gli davano qualche buona speranza, e la col­laborazione dell'amico bolognese gli riuscì preziosa; egli stesso lo dichiarava a Michelangelo Castelli nel passo di lettera che fu più sopra riferito e in cui era già preconizzata la futura ascesa politica del Minghetti.
Il meraviglioso intuito del grande statista non fallirà e i fatti lo dimostreranno. In pochi giorni le due note richieste dall'Imperatore furono pronte e presentate a lui e al Claren­don: di esse l'una conteneva una esposizione succinta ma senza veli dello stato in cui versavano le Romagne, l'altra, il noto progetto di Governo autonomo.1}
Solo nella seduta di chiusura del Congresso, 1' 8 aprile 1856 riuscì al Cavour di porre sul tappeto la questione italiana; com'era da attendersi, dal Congresso non partirono che plato­niche deplorazioni, specie nei riguardi dei sistemi di governo del Papa e del Re di Napoli, e voti altrettanto platonici a favore della nostra penisola; ma la vittoria morale ci fu, e grandis­sima, specialmente per le ripercussioni che ebbe fra noi.
Ma già ai primi dell'aprile dopo eseguita la commissione ricevuta, e senza toccare il Piemonte, secondo aveva promesso, il Minghetti, era di ritorno a Bologna e il 20 scriveva al Castelli:
Già fa un grande passo l'aver potato porre la questione nel congresso, e attirare l'attenzione della diplomazia e del pubblico sulle condizioni della penisola.
Quindi facendosi interprete di un sentimento generale,
soggiungeva:
Tutti lo riconoscono e intendono che se non era l'influenza piemon­tese, non si sarebbe neppure pronunciato il nome d* Italia. Credo dunque
I) Queste note sono riferite dal Mughetti nei Ricordi, voL MI, p. 99 e flegg. e così pnre il memoriale di cui sopra è cenno è riferito a p. 483.