Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <778>
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Achille Noma
Noi riconosciamo l'egemonia piemontese, scriveva ad un amico e per conseguenza crediamo che dal Piemonte solo possa venire 1* inizia' tiva ed il consiglio. *>
Bisognava inoltre separare nettamente la causa dei libe­rali da quella dei rivoluzionari, poiché i nemici d'Italia si sfor­zavano dì rappresentare i liberali italiani e romani come utopisti incontentabili, sovvertitori della proprietà, della famiglia, della religione.**
Mazzini, sempre meno seguito, si ostinava in vani tenta­tivi per attraversare la via a Cavour: i suoi emissari agivano anche in Romagna e l'Austria li favoriva di sotto mano, per potersi poi arrogare il vanto di restauratrice dell'ordine. A tale proposito sono assai significative le comunicazioni fatte dal Cavour al marchese di Villamarina, ministro sardo a Parigi, con l'incarico di trasmetterle a Walewski:
Minghetti a envoyé un homme sur a Turin; pour me prevenir que les Autrichiens font tous leuxs efforts pour exciter des troubles dans la Romagne. Dea individus soidisants agents piémontais, parcou-rent le pays sans étre inquiétés. Il y a a Bologne des réunions assez noinbreuses de gens, du peuple que la police n'empéche pas. Avec l'état de siège, de telles manceuvres ne peuvent avoir lieu qu'avec la conniven.ee des autorités autrichiennes. Minghetti et ses amis font tons leurs efforts pour empécher un mouvement, au risane de perdre leur influence.s)
Il disordine era dunque il vero e più grave pericolo che bisognava scongiurare ad ogni costo, ed esso veniva, almeno in Bologna, più che dal superstite mazzinianismo, da quelle schiere di popolani, che tanti guai purtroppo avevano pro­curato dopo il trionfo dell' 8 agosto, di quelli specialmente che poeticamente potevano essere celebrati come santa canaglia* ma che erano meglio conosciuti sotto l'appellativo
0 Cfr. M. Mmcaenrri, Ricordi, voi. Ili, p. 132.
2) Cfr. tbid., p. 131.
3) Cfr. la lettera in data Parìa 26 juin 1856, in Nuove lettere inedite di Cavour, a coca di Major, Torino, 1895, p. 370.