Rassegna storica del Risorgimento
MINGHETTI MARCO
anno
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1938
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pagina
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781
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La giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 781
la Monarchia, qualora essa si fosse messa a capo della rivoluzione.
Daniele Manin, l'indomito dittatore del '49, che viveva esule modesto ed oscuro a Parigi, aveva lanciato l'appello sin dall'anno precedente scrivendo:
... Bisogna pensare a fare l'Italia e non la Repubblica, a fare l'Italia, non ad ingrandire il Piemonte: l'Italia col Re Sardo: ecco il vessillo unificatore. Vi si rannodi, lo circondi, lo difenda chiunque vuole che l'Italia sia, e l'Italia sarà. *)
A questo programma si ispirò tutta l'azione pratica e politica del nostro Minghetti nel triennio fra la primavera del '56 e quella del '59. Per le sue doti personali, per le larghe -aderenze, non meno che per la parte sì notevole avuta negli avvenimenti del 1847-48, egli continuava ad essere uno dei capi più autorevoli dei liberali di Romagna e ben presto ne divenne anzi l'ispiratore più ascoltato.
Concorse efficacemente alla formazione del comitato bolognese della Società Nazionale, a cui fecero capo tutti i raggruppamenti minori delle Romagne e delle Marche e se egli per consiglio dello stesso Cavour e fors'anche per l'innata sua avversione a partecipare personalmente ad una azione politica di carattere segreto, si astenne dal farne parte ufficialmente, ne fu tuttavia un fervente animatore; anzi, per la stima e le amicizie di cui godeva in Piemonte toccò spesso a lui il delicatissimo ufficio di tramite fra Bologna e Torino.a)
') Cfr. E. MASI, Fra libri e ricordi, p. 82.
2) Cfr. IL MINGHETTI, Ricordi., voi. Ili, p. 136; G. MAIOLI, Luigi Ternari e il auo Memoriale ad Ernesto Masi sulla Società Nazionale in Bologna e nelle Romagna* estratto da l'Archiginnasio, XXVIII, 1-2 (1933), Bologna, pp. 15-17.
Di sommo interesse la testimonianza del Tanarì il cui Memoriale è dal Maioli opportunamente riferito nella sua integrità: ... Minghetti, narra il Tanarì, pur convenendo della importanza delle mia ragioni e della necessità e convenienza che gli mettevo innanzi (circa un'organizzazione popolare e segreta) protestò rifiuta rglisi la coscienza di assumere una tanta responsabilità: facessi io come credevo (p. 17). Si veda pure: G. MAIOLI, La a Società Nazionale in Bologna e nelle Romagne (cinque lettere di Augusto Pascili) estratto da Saggi e Documenti di storia del risorgimento Mattano, II, 1933-XI, Bologna, p. 14.