Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <786>
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faceva appunto allora l'ultimo tentativo per riconciliarsi l'animo dei sudditi lombardo-veneti: mitigava, sia pure per poco, i rigori della reazione; inviava quale viceré il colto e liberale arciduca Massimiliano; lo stesso imperatore Francesco Giuseppe aveva visitato in quell'anno i suoi domini al di qua delle Alpi. Egualmente il Papa, coll'accoglienza che avrebbe ricevuto nel suo viaggio, voleva mostrare all' Europa l'infondatezza delle accuse mosse al suo Governo. Bisognava dunque e ad ogni costo smascherare il giuoco della Curia, al ohe sarebbe bastato far conoscere la semplice verità, e la verità avrebbe finito per trionfare. *'
A prevenire il pericolo, una circolare della Segreteria di Stato, vietò la riunione dei Consigli comunali e l'invio di indirizzi al Sovrano in occasione del suo viaggio. Non era tuttavia proibito l'invio di petizioni ai Gonfalonieri delle varie città, i quali, solo più tardi ricevettero l'ordine di respin­gere, se in tempo e comunque di non presentarle al Pontefice. I liberali bolognesi pensarono quindi di ricorrere a questo mezzo, e, con il consiglio di Cavour li vediamo tosto all'opera.
L'unione sopra ciò è di grandissima importanza: quanto più esteso sarà il numero delle città che faranno la stessa opera, tanto più l'opera sarà efficace* non dico già presso gli uomini del governo, ma presso l'Europa, della qual cosa dobbiamo pur tener conto. 2)
Queste parole, che sono di una lettera diretta qualche tempo dopo dal principe Rinaldo Simonetti, marchigiano, altro liberale, ad un amico suo, confermano pienamente il racconto del Minghetti. Né l'esortazione fu senza effetto, poiché Ravenna, Forlì, Cesena ed altre città della Romagna seguirono l'esempio di Bologna.
') Su tatto questo episodio HI vede: G. MAIOU, Più IX a Bologna e Marco Minghctti (1857), in A Comune di Bologna, anno XII, a. 2, febbraio 1926.
2) Cr. D. énWAGTW, La Corti la locieià romana mi.sccoli XVIU XIX, Roma, Fononi, 1882-85, voi. Ili, p. 592.