Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <793>
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La giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 793
Quanto poi al modo di considerare la questione italiana, conviene distinguere due punti che gli eventi associarono: l'indipendenza e l'unità. Tutti erano d'accordo sulla necessità dell'indipendenza: ben poteva ammonire Daniele Manin dall'esilio : Non vogliamo che l'Austria 6Ì migliori in Italia, ma che se ne vada ; e il Minghetti stesso aveva detto testé a Pio IX che l'occupazione austriaca era una macchia alla dignità del Governo pontificio, e che egli stesso ne sentiva rossore. **
Riguardo all'unità era altra cosa; se fu gran merito di Mazzini l'averne intuito il bisogno e l'aver orientato gli animi verso quella meta, è pur vero che nel 1857 ben pochi la rite­nevano in breve tempo raggiungibile; al più essa appariva un sogno, o, per lo meno, un fine verso il quale conveniva bensì rivolgere ogni sforzo, ma la cui realizzazione doveva di neces­sità posporsi a quella di obbiettivi più immediati. Così pensava il Cavour, il quale per gli accordi di Plombières, avrebbe dovuto come è noto, accontentarsi di un semplice regno dell'alta Italia e di una confederazione italiana, come Carlo Alberto nel 1848. D'altro lato coli'assicurare il primato piemontese nella penisola, egli mirava molto più lontano, e se la sua abilissima politica e gli stretti accordi coi patrioti dell9Italia centrale lo condussero a successi che superarono ogni ragio­nevole previsione, per la prudenza che gli era imposta, non poteva certo farvi sicuro assegnamento allora; onde non esitò a dichiararsi unitario, quando l'unità apparve non solo possi­bile, ma vicina. Ognuno vede che se egli nel 1858 si fosse messo sul terreno di Mazzini, si sarebbe posto fuori della realtà e molto probabilmente si sarebbe preclusa la via della rigene­razione d'Italia.
H Minghetti, pur non dividendo in quel momento le respon­sabilità del Governo, aderiva però pienamente, come dichiara
1) Cc M. MINCHETTI, Ricordi, voi. HI p. 184.