Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <794>
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794 Achille Nona
egli stesso, al programma dell'illustre amico suo, e questa ci sembra giustificazione sufficiente e tale da consentire al Min-ghetti di rispondere con. dignitosa fierezza dal suo banco di Presidente del Consiglio all'insinuazione del Rattazzi, nella seduta del 17 giugno 1863:
Quanto alla allusione che Pon. Rattazzi ha fatto ad un antecedente della mia vita politica io gli dirò che non ho nulla nel mio passato di cui possa arrossire. È vero che io ho servito il Pontefice Pio IX quale ministro; l'ho servito fedelmente, l'ho servito quando tutta l'Italia spe­rava in lui, quando tutta l'Italia l'acclamava come restauratore della sua libertà e della sua indipendenza. Così speravasi nel 1848. Ma il giorno in cui sventuratamente il Pontefice divise la sua causa da quella dell' Italia, il giorno 29 aprile in cui uscì quella enciclica dolorosa che scavò tra la causa nazionale e il Papa un abisso; quel giorno io deposi il potere ed andai soldato nelle file dell'esercito di Carlo Alberto per combattere la guerra dell'indipendenza. tt
Nel 1870, poco dopo che Roma fu ricongiunta all' Italia, il Minghetti ritornando in un altro discorso sul tentativo com­piuto dai neoguelfi tra il '46 e il '48 si espresse così:
Coloro che con animo leale ed onesto vi posero la mano, non debbono né dolersene né rimpiangerlo, imperocché esso potè maturare l'opinione universale, e giustificare la necessità della fine del dominio temporale della Chiesa. *>
ACHILLE NORSA (Continua)
I) Cfr. M. MWCHETTI, Distorti parlamentari, Romu, tipografia della Camera dei Deputati, 1888-90, voi. II. p. 376, e G. MAIOLI, Pio IX a Bologna e M. Minghetti
nel 1857, in Bollett. di., p. 90.
2} Cfr. ftf. MxNCHxrm, discorso tenuto al Circolo Cavour, in Roma, ut. in MAIOLT,
art. cit., p. 91