Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1938>   pagina <806>
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806
Gennaro Maria Monti
Ma la conseguenza dei mancati aiuti ben presto sì fece sentire, ed è ben pietoso il quadro della situazione finanziaria degli esuli offertoci il 24 giugno successivo:
... È cattivissimo questo mese di Giugno per l'economia domestica [sostituzione del dispendioso vino alla birra per febbriceiattola da lui avuta]. Inoltre il solo abito che io aveva meco è troppo sdrucito, il sol cappello troppo invecchiato; scarpe, stivali, guanti logori affatto: Federico era nudo in vesti di està', e pur direi nuda Ma Michela, se la pudicizia tollerasse l'idea di donna nuda: i Ienzuoli portati da Napoli erano di pergalla, caldi in inverno, infernali in està; è bisognato rimpiazzarli con altri di tela di lino. Ecco le piaghe, caro Cocola, e quindi la necessità, di sminuire i pagamenti [ai creditori]...
E vero che il Governo napoletano, nell'agosto 1822, assegnò a tatti gli ufficiali superiori assenti per ragioni politiche il terzo dei loro stipendi e che, quindi, anche il Colletta e il Pepe avrebbero dovuto beneficiarne; ma è pur vero che né allora né dopo essi lo riscossero (contrariamente all'asserzione del Mazziotti), *) come sappiamo, per quel periodo, da due accenni del 2 dicembre 1822 e del 4 marzo 1823.
Nella prima lettera a Nicola, egli scrive:
...Bramerei sapere il pieno e progressivo andamento dell'affare del terzo del soldo, onde sperare, o no, un boccon di pane per la vecchiezza. Inoltre instruiscimi della posizione del Gol. Pepe; e se a lui convien far cosa per ottener quel terzo, tu parla subito al suo avvocato D. Carlo Tamburi conosciuto da Donato, informalo di ogni cosa, assistilo, manodueflo, tratta l'affare del mio compagno, come di tuo fratello, dapoichè egli ed io come fratelli ci amiamo.
E nella seconda, al medesimo fratello:
Riguardo al terzo del soldo il Principe Ruffo mi ha assicurato che dalla Finanza non si troverà difficoltà, essendo precisi e generali gli ordini della M. S.... 2)
Così per allora la questione restava insoluta e la condizione econo­mica ben precaria, anche per le non copiose rendite dei beni di Napoli.
* *
Ma oltre che per il terzo dello stipendio, anche in altro sperava il Colletta, cioè in un perdono completo da Ferdinando I, specie dopo che nel maggio 1822 il suo nemico Principe di Canosa era caduto da Mini­stro e che nel precedente mese il Ruffo era partito da Vienna, dove era Ambasciatore, per assumere la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l'interinato degli Esteri.
N Esilio cit p. 8 cstr.
a) Cfr. ora C. C, n. LXXVI e XCVL