Rassegna storica del Risorgimento
COLLETTA PIETRO
anno
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1938
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pagina
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807
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L'esilio di Pietro Colletta nella sua corrispondenza, ecc. 807
Il 12 maggio 1822, egli spera in un'amnistia per il genetliaco del Re:
... Io credo, caro Cocola, che al 30 maggio ... S. M. farà sentire al suo popolo (ohe, o reo o traviato, è infelice) i benigni effetti della sua clemenza. Ma giungeranno le grazie inaino a Brunn ? non saprei dirlo. Vi ha delle cose che è più facile di ben farle che raddrizzarle; ed è tale inoltre la natura de' benefici che se si mescolano alla giustizia perdono di lustro. Perciò desidero molto, spero poco, confido nelle vinù del Sovrano, ma non rilasso la filosofica mia pazienza, uè scuoto la calma del mio cuore.1)
Il 24 giugno, dopo un giudizio favorevole sul nuovo Ministero, invita i fratelli a invocare grazia per lui dal Sovrano, pur con ogni dignità:
... Già so il nuovo ministero di Napoli... Son tutti onesti uomini, che mi han conosciuto intus et in ente; con particolarità il Principe della Scaletta e *1 gen. Clary in Sicilia, il Cav. Medici, il March. Tommasi nel quinquennio, Amati sempre: 0 Princ. Ruffo mi ha mostrato le più benigne intenzioni. Se dunque alti destini non ai oppongono alla di loro volontà, son certo che faran giustizia. Per ora io di qua mi taccio, a fin di osservare la direzione del nuovo ministero. Voi in Napoli, sopra luogo, prendete consiglio dalle circostanze, ed agite in conformità. Quando i vostri sforzi locali saranno insufficienti, romperò il silenzio, e dimanderò ciò che sempre ho dimandato, giustizia e giudizio. Non obliate, vi prego, la dignità dovuta al mio nome ed alla mia innocenza: se la libertà costar dovesse o bassezze, o finta confessione di torti, che non ho mai avuti, io preferisco a queste vergogne l'esilio o la morte. Tutti i beni ed i mali della vita sono in potere della Fortuna; è però in mano propria l'onore. Sua Maestà mi crede colpevole; se quindi mi richiamerà alla mia patria, mi farà una grazia nel suo cuore, e come grazia la riceverò; ma ali* infuori del Sovrano, che io riguardo come sagro ed inscrutinabile, nessun altro creda mai di avermi fatta grazia ma giustizia; o soltanto favore per aver ricordato il mio nome a S. M., e suscitata la sua clemenza. 3)
Il 1 luglio 1822, egli domanda ansiosamente notizie politiche di Napoli e accusa specificamente il Canosa del suo esilio:
...È immensa la nostra ingordigia de* fogli di Napoli 1 Vorrei conoscere le classi delle persone già messe in libertà, onde trarne argomenti per noi: de* nomi non saprei che fare, da poiché di tutti gl'individui arrestati io non conosco alcuno, o pochissimi. Di quella lista di 21 o 22 persone da esiliarsi, tra le quali per la bontà del Principe di Canosa, si trovava il Gen. Colletta, cosa è mai addivenuto ? son tutti usciti ? Bono parte in arresto? Di quei da'imi compagni io non conosco ohe i Colonnelli Pepe e Genoino perchè militari, degli altri nemmeno i nomi. Oh tempi!...3)
Ma le speranze, per allora, non si realizzarono, che viceversa si giunse a una sfiducia opposta: anzi i fratelli, da Napoli, il 2 luglio,
i) Cfr. ora C. C. n. MI. 3) Cfr. ora C. C n. LVI. *) Cfr, ora C.C., n. LVII.