Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1938>   pagina <808>
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Gennaro Maria Monti
dovettero persino scrivergli di pericoli per Nicola,* perchè il 22 luglio Pietro risponde, con serenità e fiducia:
Se dovessi credere pienamente alle lettere di Napoli del 2 corr., direi che a quest'ora tutti i già impiegati militari e civili son sulla strada; ma invero io sup­pongo che le eccessive speranze del mese di maggio siensi poi convertite in timori eccessivi... Hai fatto benissimo ad agire in difesa, per controbbattere (se sarà possi­bile) le calunnie di nemici che non conosci, sopra accuso che ignori del pari e di cui non trovi traccia nella tua coscienza... Può intanto avvenire che tu sii trattato come tuo fratello; e che la mediocrità del tuo imoiezo e la modestia del tao carattere non bastino a salvarti dall'acerbità del sistema: saresti ancor tu tacitamente destituito. Imita in quel caso la mia costanza; piegati volontariamente all'avversa fortuna. Nulla or posso offrirti; ma quando tutte le nostre piaghe saranno alfine scoperte, faremo un piano per tollerarle, giacche guarirle è impossibile. Or dunque non abbatterti; Iddio non ci abbandonerà; gli scrutini del Cielo non son come quelli della terza; ivi il reo è reo. l'innocente è innocente...1)
Intanto, il 2 settembre, il Nostro inviò nuova supplica al Re, non pervenutaci, di cui dà cenno a Nicola il 7 ottobre:
... Cerca proprio di sapere... il corso e l'esito di questo foglio. Io non potea non vergarlo: è tale la mia posizione che il troppo lungo silenzio, abbenchè sugerito dal rispetto, potrebbe essere interpretato quale indizio di mala coscienza... 2)
* * *
Ma già il 28 settembre il Governo Borbonico aveva concesso agli esuli di recarsi dove volessero, tranne che in Patria, in Dalmazia, net LombardoVeneto: la comunicazione ufficiale fu inviata al Colletta solo il 6 dicembre; ma già prima i suoi fratelli l'avevano informato se 1*11 novembre egli potette scrivere al padre la seguente letterina, in cui esprime il suo giubilo e attende grazia più completa, cioè ritorno nel Regno:
BispettabuisSuno Papà mio.
La grazia a Noi fatta da S. M. mi permetterà di avvicinarmi a Voi: altra, che spero vicina, permetterà di rendermi alla mia famiglia. Perciò sotto questi benefici e speranze rinvigorite le vostre forze, ringiovanite, preparatevi a venirmi all'incontro insino al confine del regno. Intanto proseguite ad amarmi, e non mi obliate nelle vostre benedizioni. Vi bacio la mano con affetto a riconoscenza
Ppctro]. )
1) Cfr. ora C. C.t n. LIX.
2) Cfr. ora C. C, n. LXVHI.
3) Cfcv ora C. C n. LXXIII.