Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1938>   pagina <809>
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L'esilio di Pietro Colletta nella sua corrispondenza, ecc. 809
Naturalmente, prima domanda ansiosa dei fratelli era stata quella sulla nuova dimora del Nostro; ma ecco che egli ne risponde evasiva­mente a Nicola, nel medesimo 11 novembre 1822:
... Nessun avviso si è ancor ricevuto relativa moni, e all'officio passato dal Governo di Napoli per trasformare in esìlio la nostra relegazione: 1* inverno è qui aspro; e si teme asprisaimo: non muoverò dunque da Brunn prima del marzo venturo, ancorché dovessi partire per Napoli. Avremo lungo tempo, caro Cocola, a trattare nella nostra corrispondenza della nuova mia dimora, e di ogni altra cosa relativa a questa. A nulla positivamente mi son deciso: ho avuto sempre nella mia vita il sistema di ridurmi agli estremi tempi, acciò la necessità avesse presa parte alle mie decisioni; riguardando questa come istrumento di Dio; e trovando consolazione nel poter dire: non poteva far altro.1)
Viceversa, già prima il Colletta aveva espresso al Poerio il suo proposito di scegliere Firenze,2) e questo egli conferma a Nicola il 2 dicembre:
... Poiché mostri gran desiderio di conoscere, ove stabilirò la mia dimora dopo che avrò ricevuta comunicazione della grazia di S. M., ho anticipato la scelta, che aveva riserbata più. prossima al bisogno. Andrò dunque a Firenze, perchè paese più. -tranquillo d* Italia, in parte dipendente dal Governo d'Austria, verso del quale ho debiti di riconoscenza ed affezione; ed infine il più atto alla istruzione di Federico, ed alle mie letterarie occupazioni. 0 in Firenze o in Roma non vorrei che tu venissi a farmi visita, per quanto lo abbracciarti è il momento che più mi brilla in pensiero...3)
Giunta la comunicazione ufficiale, il Colletta ringraziò Ferdinando I e il Ruffo, come si conosce dai documenti editi! dal Cortese e dal seguente accenno al fratello Nicola del 30 dicembre 1822:
... Ieri il Principe Ruffo debbe esser giunto in Vienna: tra pochi giorni è attesa S. M. il nostro Re e Signore. Ho quindi diretto colà le mie lettere e suppliche, per ringraziare il Sovrano ed il Ministro dell'accordata libertà di esilio...4)
Dopo due mesi, trascorso l'inverno, il Nostro riprendeva così la via del ritorno e il 4 marzo 1823 giungeva a Vienna, donde scriveva al fratello Nicola delle buone accoglienze del Ruffo, ma anche della mancata udienza di Ferdinando I e della nuova supplica avanzata, sia per lo stipendio, sia per il ritorno in patria:
... Già sono in viaggio: fin qui abbiamo camminato felicemente; speriamo eguale il prosieguo.
Mi son presentato al Principe Ruffo, che cortesissimamente mi ha accolto; non mi è stato permesso di baciar la mano a S. M., ma le ho umiliata una supplica, scritta nei sensi da te sugeriti... e da me già preparati prima del sugerimento.
1) Cfr. ora C. C, n. JUXX1V,
2) Cnoce, Lettere eitt., XXXIV, p. 516.
3) Cfr. ora C. ,. m LXXVI. ) Cfr. ora C. C, n. LXXX1V.