Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1938>   pagina <817>
immagine non disponibile

L'esilio di Pietro Colletta nella sua corrispondenza* ecc. 817
al Ministro de' Medici la decisione, cpialungue sia, giungendo a scri­vere: io sono, e Voi il sapete, alle estremità; bisogna sceglier presto nna via per non morir di fame o avvilirsi ,
H 13 aprile 1824, finalmente, egli esulta per speranze ricevute dal Ministro de' Medici: *>
... Ricevo in punto la lettera del Cav. de* Medici, grata per le benigne decisioni di S. M., più grata per lo stile onesto, gratitissima perchè mi dà occasione di scrivere di nuovo, e sopra materia importantissima. Quel mio foglio ti rimetterò in ventura... Poerio nulla sa dei suoi sussidi, o sa aversamente. Sembrami impossibile una eccezione maligna per lui solo; scrivemene ciò che sai. 2)
Il 31 agosto spera ancora che i graziosi sussidi non saran negati]; il 22 settembre scrive la seguente lettera, la cui gravità è evidente per il suo stato d'animo e i suoi rapporti con i Borboni e il desiderio di tornare in patria; lettera in cui accenna anche a tentativi in suo favore del Ministro Austriaco a Firenze:3)
... Piovono da tutti i luoghi le notizie che apportano speranze agli esuli; ed io qui gli vedo lieti, ristorati. Non divido la di loro gioja; cosi come tra poco non par­teciperò al dolore del disinganno. Vorrei di che vivere, cioè il grazioso sussidio; ecco il non plus ultra degli attuali mici desideri. Né sdegnarti, caro Cocola, di questa mia freddezza; né ve ne sdegnate, miei parenti carissimi. Dopo le dolcezze dei primi abbracciamenti spunterebbero i nostri timori, e mille spettacoli dispiacenti. Separati, come siamo, amiamoci, e viviamo tranquilli.
Però date sollecito moto all'affare del soldo... parlate ai Sig.i Conti... assistete nel ministero di Finanza... Egli è impossibile che il Conte Bombel[les] non abbia parlato e pregato a prò degli esuli napoletani, ohe sono in Firenze... 4'
Viceversa, poco prima, aveva ancora sperato sul pieno perdono di Ferdinando I e nel ritorno a Napoli.
II1 luglio 1823 scriveva (e si noti l'allusione al Canosa):
Qui dicesi che il nostro Re è sulle mosse da Vienna per recarsi a Napoli: io lo spero, perchè o vi sarà benignità al suo ritorno, o certamente si vedran più. chiare le nostre orti. La coscienza del colpevole è meno afflitta della mia che non ha colpe; e la sorte del condannato è men trista della mia, perchè meno incerta. Che bel panegirico per il Principe di Curiosa... sj
*) Sulla sua notissima figura, basterà citare il recente e bel volume di N. Nico-LMI. Luigi De Medici e il Giacobinismo napoletano, Firenze, Le Mounier, 1935. 2) Cfr. ora C. C, n. CLV.
*) Sul BombellcB, cfr. MAZZI OTTI. Primi anni, p. 1. *) Cfr. ora C. C, n. CLXXvTJ. Sì Cfr. ora C. C, n. CXXIX.