Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1938>   pagina <818>
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81B Gennaro Maria Monti
E il 22 stesso mese:
... S. M. il 27 giungerà in Firenze; ma non so se si fermerà qualche giorno. Desidero una udienza, e la richiederò; poco la spero. Parlerò, credo, al Principe Ruffo. Dio faccia che queste novelle speranse non vadano ad accrescere il largo patrimonio delle tante altre deluse. 1)
Il 29 luglio si rattrista per le dimissioni del Ruffo da Presidente del Consiglio:
...S. M. qui è giunta la sera del 26; e dicesi che si tratterrà alcuni giorni. L'evento del Principe Ruffo ha spezzato l'ultimo filo di ragno che mi legava alla Corte: quasi non so come far giungere le mie suppliche... 2)
quasi un anno dopo, il 1 maggio 1824, prima dello sconforto che vedemmo del successivo agosto, il Colletta spera ancora in una grazia per il genetliaco di Ferdinando I:
... Ho letto i nomi dei spatriati che però godono del sussidio; attenderò il decreto del 29 luglio; farò dei passi il 30 maggio, giorno di speranze; e dipoi scriverò lettera al Cav. Medici, e darò sincronamente altri passi. È veramente speciosa la mia posi­zione! Io più spesso ne rido, ma ogni altro ne piangerebbe. Quanti anni, quante fatìghe, quanti pericoli gettati alle fiamme! E perchè? E chi lo sa! 3)
* * *
Infine accenniamo ancora ad altri argomenti di quei due primi anni di carteggio fiorentino 182324,
A parte minori accenni a Giuseppe Poerio e alla sua pensione per­duta, a Gabriele Pepe, al generale Arcovito, ecco un notevole brano sol primo e sulle differenze tra il Foro di Firenze e quello di Napoli, del 26 giugno 1824:
Né Poerio esercita la professione di avvocato, né può esercitarsi da forestieri, né ad un Napoletano sarebbe facile, o almen sollecito, l'esercitarla; dapoìchè la Legi­slazione è affatto diversa dalla nostra, moderna o antica; diverso il rito; molte le leggi municipali; e per fin differente l'indole della difesa. Molto, tra noi, si fa parlando; qui tutto scrivendo: molto, tra noi, ai bada alle cose, poco alle parole; e qui alle parole si tiene moltissimo; una scrittura abbenchè dottissima, ma trascurata in lingua, come son di ordinario le nostre opere forensi, non sarebbe letta. Aggiungi a tutto ciò le difficoltà (per un esiliato) e dirò quasi 1* impossibilità di stabilirai in Firenze. Alcuni son tollerati, ma sempre attendendosi un addio.
1) Cfr. ora C. C, n. CXXXIV. *) Cfr. ora C. O, n. CXXXV1. i) Cfr. ora C. C, n. CLVOI.