Rassegna storica del Risorgimento

COLLETTA PIETRO
anno <1938>   pagina <821>
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L'esilio di Pietro Colletta nella sua corrispondenza, ecc. 821
Poco dopo, consente a supplicare il Re, pur con la maggiore dignità, come annunzia il 1 marzo:
... Il di 5 marzo è prossimo: scrìverò come tu mi consigli, ma così da non obiettarmi: le ingiustizie, i bisogni, la povertà istossa non basteranno ad abbas­sarmi, perchè mi sostiene buona memoria, buona coscienza, e sentita superiorità a molti e molti che si vantano, ma no '1 sono, virtuosi e felici...1)
Ma ecco subito gli sconforti: P8 marzo accenna al carissimo Cocola :
...Delle cose pubbliche e private non parliamo pia; rimettiamole in bracci alla fortuna, o dirò meglio in braccio a Dio. estimatore, premiatore, punitore al giusto delle cose...2)
E il 12 aprile al medesimo:
... Un personaggio di grado e mente elevata mi ha detto ieri che le nostre sorti migliorerebbero al Congresso di Milano, ed i suoi ragionamenti eran tali da dare speranze. Io però non vi prestai fede, e vi esorto ad imitarmi.8)
Ma, intanto, la sua supplica del marzo non pervenutaci aveva fatto diffondere voci a Napoli circa sue giustificazioni e pentimenti: ed ecco che, sdegnosamente, il Nostro, nella stessa lettera, scrive al fratello Donato una vera invettiva contro quelle voci, che egli crede calunniose:
Or dunque, caro Donato, era voce in Napoli che io avessi scritto a difesa della mia condotta? E la mia condotta dev'esser difesa? chi l'accusa? di che e accusabile? Oh Napoli, sentina di vizii e di maldicenza; sei ben degna di triste sorte! Gli uni calun­niano per il bianco, gli altri calunniano per il nero; e l'offeso onesto uomo sta in mezzo a tante infamie. Avrei a difendermi, ma con me stesso, perchè mi accuso, in tanta corruttela di tempi, di aver partecipato ad impieghi e cure pubbliche. Se avessi ser­vito ad un mestiere, avrei gloria di arte e ricchezza; ho servito onestamente e con zelo governo e patria; e ne ho raccolto povertà, persecuzione, e maldicenza. Serva di scuola ai tuoi figli.
Dopo due mesi di lacuna nella corrispondenza, ecco il 14 giugno un accenno di sconforto:
... Qui oramai nulla si dice delle nostre cose; stiamo in braccio al destino, e a qual destino! Il silenzio è condanna... *)
J) Cfr. ora C. C, n. CLXXXIX. 2) Cfr. ora C. C, nu CXC ) Cfr. ora C. C. n. CXCI. 4) Cfr. ora C. C, nu CXCIV.