Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX ; CONSULTA DI STATO
anno
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1938
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pagina
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826
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826 Alberto M. GhUalberti
ou.vcrtem.eat dans Ics palais, comme dans les chaumièrcs, e anche se non c'era da temere uno scoppio rivoluzionario, esisteva pur sempre agli occhi del diplomatico olandese la possibilità di turbamenti, dei quali avrebbe approfittato un puissant voisin... pour venir de nouveau planter ses aigles sur les rcmparts de Bologne, et probablement, par esprit de pré*vision, sur ceux de la citadeUe d'Ancóne. Due seri pericoli, allindi, minacciavano il Governo temporale del Papa, 1* insurrezione di una parte dei sudditi e l'intervento austriaco, il quale n'est peut-etre pas celui qu'il redoute le inoins . Unica speranza, l'azione delle grandi pqtenze sul Governo Pontificio per indurlo a riforme, non già per assicurargli l'amore dei sudditi, ce qui parait desormais impossi-ble, ma, almeno, per togliere a questi ogni motivo legittimo di reclamo. *)
Il rigore della legge era opportuno, sosteneva ancora il de Liede-kerke il 27 giugno 1844, ma non doveva diventare fine a se stesso. Condanne ed esecuzioni senza un successivo atto di clemenza e, peggio, senza attuazione di riforme non servivano a nulla (ed egli azeglianamente aveva toujours considéré une revolution comme un remède beau-coup plus dangereux que le mal auquel on voulait l'appliquer).
Osservatore silenzioso, com'egli si definiva, costretto a vita solitaria anche per ragioni di salute, il de Liedekerke non cessava d'informare il suo Governo sulle voci che correvano, sulle intemperanze dei liberali, sugli errori dell'amministrazione papale.2) Il consigliere di legazione Magrini, i consoli d'Ancona e di Civitavecchia ed alcuni suoi amici personali di Romagna e di Roma amici che non appartenevano solo al gruppo dei fedeli al Pontefice gli fornivano elementi per i suoi rapporti, i suoi giudizi, le sue previsioni.
La situazione dello Stato Romano non migliorava certo, secondo
il de Liedekerke, sulla fine del regno di Gregorio XVI. Un suo inedito
rapporto del 15 aprile 1846, che ci sembra opportuno far conoscere agli
studiosi, ce lo mostra preoccupato del disagio interno dello Stato e della
sua debolezza, della incertezza e della contradittorietà della politica
papale.
Rome, le 15 avril 1846. Monfiieur le Linuictianl-Général,
Etani alle, ces jours derniers, renare viuitc ù un. Romaiu de ines amia. Iiomme d'esprit doni les opinion sont modérfies, et qui est fort-attaché à son Gouverncment, je l'ai trouvé tcnant on mairi une dea pina recente livraUous
0 Dispaccio del 18 marzo 1844 in A. Al. GUISALBEKTI, op. cit. pp. 8-11. 2) Si veda, per esempio* il dispaccio del 22 marzo 1844 in A. AL GHISAI.DEBTI. op. cit.t pp. 90-92.