Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX ; CONSULTA DI STATO
anno <1938>   pagina <832>
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832 Alberto M. Ghisalberti
Nel primo scrutinio il cardinale Fieschi per decoro del Diaconato diede il voto a Micara e fu l'unico die il medesimo ebbe.
Il cardinale Lambimachini avendo avuto 15 voti concepì grandi speranze per essere eletto, alzò la testa e divenne due palmi pia alto.
Furono suoi scrutatori principali: Macchi, Franzoni, Spinola, Cadolini, Vanni-celli, Ugolini, Massimo, Serafini.
Al secondo scrutinio Lambruschini vedendo i suoi voti diminuiti si sturbò ed al terzo si sconcertò.
Nel quarto erano scrutatori: Mastai, Amat, Fieschi. Mastai estraeva i voti, Amai li osservava, Fieschi li annunziava.
Al 32 voto dell'accesso Fieschi disse: r7 Papa è fatta.
Mastai gli lied la vesta in segno che tacesse.
Nel tempo stesso altri cardinali gridarono al Fieschi: presto, presto, infilai i voti.
Imperciocché i Lambruschiniani vedendosi cadenti cercavano d'imbrogliare.
Intanto uscirono quattro voti in favore di Lambruschini.
Quindi palpitazione dei cardinali statisti.
Finalmente uscì il 33 ed allora essendovi i due terzi Fieschi disse: Il Papa è fatto: diviene inutile ulteriore scrutinio', ma il Mastai stesso soggiunse: Prego di continuare.
Uscirono allora vari voti in favore di Falconieri e De Angelis.
Finalmente altri tre in favore di Mastai il quale così n'ebbe 36, cioè: voti 27 accesso 9, totale 36.
Terminato l'accesso si verificarono i 9 voti dati al Mastai per vedere se fra essi vi erano alcuni di quelli dei 27, ma non esscndovene alcuno, la elezione fu dichiarata legale.
Allora tutti i cardinali uscirono per accompagnare il nuovo Papa alla sua cella.
Lambruschini però nel passetto ebe sta fra la sala avanti alla cappella si svenne e Fieschi che era vicino (ma contrario) lo fece entrare nella cella del cardinale Mai, o piuttosto nella stanza tra la cella di Mai e di Bianchi. Quindi lo assistette sommi­nistrandogli acqua di odore. Finalmente riprese vigore. Allora il cameriere disse al Fieschi (che Io sapeva anti-Lambrnschiniano): non credeva che avesse tanta premura per il mio padrone; e dopo si fece un dovere di aiutare il Fieschi a spogliarsi degli abiti cardinalizi.
Nell'aneddoto Fieschi-Roncalli, in. cui pur è ricordata quella provata dal Lambruschini durante lo scrutinio, non è alcuna traccia della grande commozione di Pio IX passata dalla tradizione nel racconto del Monti, dello svenimento cui accenna il Bianchi e neppure del più. modesto turbamento riferito dal Coppi.'> Anzi, il Mastai ci è dipinto come assai
vicende del Conclave a vivi colori è anche in 6. S. PEIXZAM, Pio IX e il suo Pontifi-caio sullo sfondo delle vicende della Chiesa nel secolo XIX, vera, ital., Torino, 1909, voL I, pp. 106-117. Sobria, ma come sempre precisa e bene informata narrazione in C. SPELLANZON. Storia del HUorgimenlo e dell'Unità d'Italia, Milano, Rizzoli, I934-XBT, voi. IL p. 909.
') A. MONTI, op. cit., pp. 56-57; N. BIANCHI, Storta documentata della diplo­mazia europea in Italia, Storino, 1869, voi. V, p. 8. Vedi anche E, VEBCKBI, Pio IX Milano, 1930, pp* 21-22, che deriva il suo romantico racconto dal Pelczar. Giuste osservazioni fa a proposito dell'asserito turbamenti del uco eletto C. SPELLANZON, Storia, ecc.* voi. IH, p. 6.