Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; NAPOLI ; FONTI ; MUSEI ; STORIOGRAFIA
anno
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1938
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pagina
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842
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842
Aldo Romano
La sezione storico-archivistica del Museo oltre all'ordinamento del materiale già esistente, ha provveduto a sorvegliare alcuni archivi privati* a stimolare donazioni da parte dei proprietari di essi, e ad acquistare quei documenti che non si potevano ottenere in dono. Quasi trecento pozzi nuovi ai sono aggiunti a quelli già esistenti mediante queste donazioni e compero* tra cui la raccolta delle carte de) Comitato rivoluzionario di Napoli, che integra mirabilmente il Fondo Sapri già esistente presso l'archivio del Museo, fondo che è, come mostreremo appresso, tra i più importanti per la storia del Regno di Napoli sotto Ferdinando II. Nello stesso tempo, a conclusione di un'annosa pratica rimasta insoluta, si è ottenuto da S. E. il Ministro dell'Educazione Nazionale l'ordine di recuperare dalla Biblioteca Vittorio Emanuele III di Napoli le carte riguardanti la storia del Risorgimento già appartenenti al Musco. I seicentosettautatrè pezzi che in seguito a tale provvedimento sono ora ritornati a San Martino costituiscono infatti uno dei nuclei principali del uuovo archivio; ma certo le carte che ancora potranno essere aggiunte a questa prima raccolta faranno in modo che la nuova istituzione diventi un organo di ricerca e di studio degno in tutto delle moderne esigenze della nuova storiografia del Risorgimento.
In attesa che un catalogo a stampa possa essere utile strumento bibliografico per gli studiosi, credo cosa non del tutto mutile far conoscere ai lettori di questa Rassegna sia pur sommariamente, i più importanti documenti che si conservano a San Martino.
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I pruni raggruppamenti di carte sono costituiti da i documenti più antichi e non riguardano particolarmente la storia del Risorgimento. Tra le pergamene rinvenute ve n* è qualcuna del secolo XIII, di notevole interesse. Appartengono pure all'archivio storico, cinque messali squisitamente miniati del secolo XV, di pregevolissima fattura artistica. Tra gli altri documenti di questo gruppo sono da segnalarsi ancora un'opera ma. di Scipione Ammirato, sulla famiglia Carafa, varie lettere autografe di Margherita d'Austria, Annibal Caro, Federico Borromeo, Roberto Bellarmino, ecc. Assai interessanti sono pure un volume ms. del giurisdizionalista napoletano Serafino Biscardi, che certo non è tra i meno significativi documenti della polemica tra Stato e Chiesa all'inizio del secolo XVIII; una scrittura inviata a Carlo VI, imperatore d'Austria, sopra alcune cose concernenti il retto governo della città e regno di Napoli, che il Padiglione1) attribuisco a Tiberio Carafa; ed un curioso volumetto sulla rivolta del 1647. ma ad essa di parecchio posteriore, intitolato De Reprubeca neapolitana, che spiega, in latino maccaronico, come si propongono XXIV questioni circa format ionem reprubicae con le loro risposte curiosae et ridicolae, che è forse copia del ms. ricordato dal Giustinianial dal titolo Tractatus de republiea neapolitana.
Ma veniamo ai documenti che concernono particolarmente la storia del Risorghnento nell'Italia meridionale.
PROCO PERIODO BORBONICO (1734-1798)
Tra le centinaia di documenti che appartengono a questo gruppo ha notevole importanza bibliografica un volume ms. Bulle gesta dèi duchi di Parma e Piacenza, che servi come libro di lettura a Carlo di Borbone. Sono da segnalarsi anche un proclama
1) PADIGLIONE, op. cii.<, p. 360.
2) GIUSTINIANI Bibl. St. e Top. del Regno di Napoli, p. 166, in PADIGLIONE, op. cit.