Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; NAPOLI ; FONTI ; MUSEI ; STORIOGRAFIA
anno <1938>   pagina <845>
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Ulta fonte por In storiti, del Risorgimento, ecc. 845
Hanno interesse politico, ni tra clic familiari' -e culi orale, lo lettore di Giuseppe Ricciardi: e questa una raccolta di quasi quattro cento lettere che, dal 1832 al 1842, lungo le tappe dei suoi lunghi viaggi per l'Europa, il Ricciardi indirizzò al padre, alle sorelle Elisabetta e Irene, al {rateilo Giulio e ad altri familiari e ad amici. Per il periodo sopracitato, la raccolta è la più importante che si conservi per la biografia di questo gentiluomo napoletano che fu una figura assai caratteristica del romanticismo nell'Italia meridionale. Direttore del famoso periodico napoletano, Il Progresso, egli riuscì a creare un movimento culturale che fu forse il più rappresentativo a Napoli prima della rivolu­zione del 1848: da queste lettere, ora, al biografo sarà possibile trarre elementi di studio assai utile per lo studio della vita culturale a Napoli.
Altra raccolta assai importante per lo stesso argomento, specie per la storia del movimento scientifico napoletano, è il fondo Michele Tenore, che raccoglie le carte e la corrispondenza del celebre botanico napoletano. Sono in tutto parecchie centinaia di pezzi, raccolti in sei grandi cassette. Nella terza e nella quarta, contenenti il carteggio, vi si trovano, tra l'altro, lettere di Ottaviano Targioni Tozzetti, G. P. Vicusseux, Mace­donio Melloni, Orazio Autinori, Stefano Arago, Domenico Cotugno, conte Capodistria, Melchiorre Delfico, Giuseppe Zurlo, Francesco Maria Avellino, Matteo De Augustinis, duca di Gallo, Antonio Niccoli ni, Luigi de Medici. Luigi Palmieri, Raffaele Piria, Gabriele Quattromani. Angelo Maria Ricci, Nicola Corda, Pietro Calà-TJlloa, Pasquale de Virgili Carlo Filangieri, ecc. Numerosissime sono anche le lettere al Tenore di scienziati stranieri*
LE RIVOLUZIONI E LA FINE DEL REGNO (18481860)
Oltre la collezione di stampe, manifesti, proclami, ecc., alcuni dei quali rarissimi, che molto possono giovare allo studioso, anche per questo periodo le carte sono ordinate .cronologicamente: si tratta quasi sempre di lettere private o ufficiali, relazioni, istru­zioni, ecc. Non è qui possibile segnalarle ed enumerarle tutte, ma degna di attento studio è, per esempio, una lettera di Raffaele De Cosa a Filippo Pucci, comandante del Sannita, nella quale si danno istruzioni riserva tissinie per le navi borboniche nell'Adriatico (siamo al 14 maggio 1848); ed interessantissime sono alcune carte del­l'ammiraglio francese Band in. colui che più si interessò, dopo la sanguinosa giornata del 15 maggio, a mettere in salvo dalla feroce rappresaglia poliziesca i patrioti più in vista. Tra le lettere private ve ne sono di quasi tutti i patrioti napoletani di quel periodo: Carlo Poerio, Luigi Settembrini, Filippo Agresti Nicola Nisco, Saverio Barbarisi, Giovanni D'Avossa, Michele Pironti. Vincenzo Dono. Silvio Spaventa, Sigismondo Castromcdiano, Alessandro Poerio ed altri moltissimi. La maggior parte di esse sono inedite, perchè, come ho detto in principio, queste carte fino ad un anno fa sono state conservate in modo tale da essere pressocchè inutilizzabili dagli studiosi. Cosi, dopo l'ordinamento, è stato possibile segnalare ad enti o a studiosi che si interessavano particolarmente di questi personaggi, lettere sconosciute di Gioberti, di Mazzini, di Garibaldi, di Cavour, di K ioasoli. di Pepe, di Minichini, ecc. Quest'ultima, dell'avven­turoso prete rrpino che fu il corifeo della rivoluzione del 1820, è particolarmente inte­ressante perche contiene le impressioni dol vecchio CBUIC m America sul quindici maggio!
Tra le lettere scritte negli ultimi unni del regno di Ferdinando II si conservano tra l'altro scritti inediti di Agesilao Milano, Giuseppe Di Cesare, Gaetano Pocchoncda, Luigi Tosti, Luigi Dragonetti; ma sono anche notevoli alcune lettere di personaggi non propriamente napoletani, come il Palmcrston, il Manin, il Pallavicino, Emilio Dandolo, ecc.