Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; NAPOLI ; FONTI ; MUSEI ; STORIOGRAFIA
anno
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1938
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pagina
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846
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846
Aldo Romano
Tra i manoscritti più importanti che riguardano la reazione alla rivotazione del 1848 Bono da segnalare le carte di Saverio Barbarisi, che raccolgono la documentazione precisa dello svolgimento del processo del 15 maggio, del quale il Barbarisi fu ano dei principali imputati; e l'atto di accusa e la condanna a morte di Francesco De Blasiis e Saverio Alt amura, documento facente parte di nn processo, fin qui noto, contro colai che fa poi ano dei più grandi maestri della scuola pittorica napoletana dell'Ottocento. Per la storia della cultura meridionale notevoli sono due volumi manoscritti di Diomede Mar vasi, stadi di diritto civile.
Ma forse il nucleo più importante del nuovo archivio del risorgimento è costituito dal cosiddetto Fondo Sapri, ossia dalle carte costituenti l'archivio del Comitato segreto rivoluzionario di Napoli dal 1854 al 1857, donate al Museo di San Martino nel 1901 da Rosa Morfei Dragone, vedova di Luigi Dragone, e componente essa stessa del Comitato. Altre carte riguardanti questa congiura che menò poi al disastro di Sapri, sono pervenute, per diversa via al Museo Centrale del Risorgimento in Roma, e ali1 Archivio del Regno della stessa citta: ma, mentre le raccolte conservate in quegli istituti sono da considerarsi inorganiche, perchè costituite da copie mutile o da documenti sparsi, il Fondo Sapri del Museo di San Martino conserva gli originali deDelettere spedite al comitato e le minute tutte delle lettere inviate ai corrispondenti. Da queste lettere e minute, dai cifrari, dai proclami, dagli stati nominativi degli aggregati nelle diverse province del Regno, sarà possibile allo storico ricostruire la complessa trama di progetti, tentativi, apparecchi, che precedettero la spedizione di Sapri. Tra i documenti che si conservano nel sopradetto 'Fondo segnalo qui oltre venti lettere autografe di Giuseppe Mazzini, oltre sessanta di Carlo Pisacane, ed oltre settanta di Nicola Fabrizi (queste ultime in gran parte inedite), ed infine la corrispondenza dei due membri del comitato, Giuseppe Fanelli e il succitato Luigi Dragone, con Enrico Cosenz. Antonio Morfei, Filippo Abignente, Nicola Ardoino, Alessandro Mauro, Filippo Agresti, Carlo e Giovanni Pisani, Giambattista Falcone, Giuseppe Libertini, Vincenzo Carbonelli, Michele Magnone, Giacinto e Nicola Albini, Tito Trisolini, Antonino Platino, Rosolino Pilo ed altri moltissimi. Tale raccolta, come si è detto, è stata recentemente integrata da un nuovo acquisto di circa ottanta pezzi, tra i anali vi -ono notevoli lettere e appunti del Fabrizi, del Fanelli, di Giacinto Albini, di Rosa Morfei Dragone, di Giovanni Masina e di Michele Magnone, nonché minute di lettere del Dragone al Mazzini, al Fabrizi, al Fanelli.
LA RIVOLUZIONE DEL 1860 E NAPOLI DURANTE ti* BEGNO D'ITALIA
Numerosi sono anche i documenti che si conservano per quest'ultimo periodo. Oltre all'autografo di Pasquale Scura, sull'atto del plebiscito delle popolazioni meridionali, tra le carte Nisco si trovano i documenti della sua missione segreta a Napoli, con lettere del Cavour, del Persano, del Ricasoli, e tra le carte donate da Giuseppe Fiorelli tutte le lettere a lui inviate dal conte di Siracusa, il primo principe borbonico che dette la sua adesione a Vittorio Emanuele; sono lettere di notevole interesse che vedranno presto la luco. Tra i documenti più interessanti di questo periodo vanno segnalati anche autografi del Cavour, di Giuseppe Garibaldi, del Rattazei* Edgard Quinci, Benedetto Cairoti, Giacomo Medici, C. A. Vecchi, Enrico Cialdini, Luigi Carlo Farmi, Giorgio Pallavicino, Guglielmo Gladstone, Palmcrston, Carlo Poerio, Luigi Settembrini, Giacomo Bavarese, Terenzio Mamiani, Ottavio Tappati,