Rassegna storica del Risorgimento

ZOPPI FRANCESCO MARIA ; FRANCESCO IV DUCA DI MODENA E REGGIO
anno <1938>   pagina <848>
immagine non disponibile

848 Aquilino Zammaretti
Mcycrbecr, Gaetano Doni/etti, Gioacchino Rossini, Giuseppe Verdi, e moltissimi alia. Tra le lettere ad Edoardo Pagliano numerosissime sono quelle di Filippo Palizzi, Domenico Morelli, Bernardo e Luigi Cclentano, Michele Cammarano, Teofilo Patini, Giuseppe e Gaetano De Nittis.
Utilissima, in ultimo luogo, per la storia del teatro napoletano del Settecento e dell Ottocento, la raccolta che si conserva a San Martino. Oltre un centinaio di copioni di commedie rappresentate nei teatri napoletani, e specialmente al Teatro Fondo, al Sebeto, al San Carlino, sono documenti dello spirito irraggiungibile degli attori-autori napoletani, documenti che andrebbero ancora convenientemente esa­minati e studiati, in parte pubblicati con criterio scientifico: la storia del Teatro napoletano è ancora da farsi. Tra le carte conservate, quelle che mi sembra abbiano maggiore importanza, sono i copioni autografi delle commedie di Orazio Schiano, di Filippo e Salvatore Cammarano, di Antonio Perito, di Pasquale Altavilla, di Michele Cuciniello, ecc. Utilissimi agli studiosi, come strumenti di consultazione e di ricerca, potranno essere anche un volume ms. contenente il Catalogo di tutte le opere nuove rappresentate ai Teatri Reali di Napoli dal 1800 al 1859, e le memorie di Ferdinando Casaccia, comico napoletano che recitò per oltre mezzo secolo e notò in questo suo ms. la data della prima recita ed il titolo di tutte le opere da lui rappresentate.
* * *
Il lettore comprenderà di leggieri che questo rapido excursus non è né precisò né completo. Questi frettolosi appunti non hanno altro scopo che quello di far cono­scere una fonte ignorata della storia del Risorgimento, che già è importante ora, ma che più lo sarà fra qualche tempo, se, col concorso di tutti quelli che amano i ricordi della storia patria, l'archivio potrà essere incrementato da nuovi acquisti e donazioni.
Napoli, marzo 1937-XV.
ALDO ROMANO
UN VESCOVO PATRIOTA NELLA LUNIGIANA DI FRANCESCO IV
Sconosciuta o quasi è la figura di mona. Francesco Maria Zoppi nelle cronache del nostro Risorgimento. Eppure questo uomo insigne per pietà, dottrina ed amor patria, primo vescovo di Massa sacrificò all'affetto per la cara Italia la stessa sede episcopale.
Nato a Cannobio, sul Vernano, nel 1765 mons. Zoppi aveva avuto ancor giovanis­simo incarichi di fiducia da parte del suo arcivescovo che da Milano lo inviava vicario nel Canton Ticino.
Nel 1824 mons. Zoppi entrava come primo vescovo nella nuova diocesi di Massa accolto con entusiasmo da quella popolazione. Signorile nel tratto, austero con sé stesso* caritatevole con gli altri, si diede a profondere il suo cospicuo patrimonio pri­vato nel rinnovare la cittadina che da poco era assunta alla dignità di sede episcopale.
Conscio dei tempi* mons. Zoppi raccoglieva attorno a sé gli studiosi, i dotti, l'ele­mento scelto della popolazione di Massa. Il palazzo vescovile ora sempre aperto alla classe intellettuale a cui mòni. Zoppi volentieri esponeva i problemi della vita religiosa e sociale.
Portò nella diocesi lo spirito di S. Carlo, spirito eminentemente romano ed italiano.