Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PALERMO
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1938
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pagina
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849
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// diario dello Stato Maggiore Borbonico, ecc. 849
Ad un certo punto ecco che Francesco IV di Modena, figura bieca di principe ambiguo e crudele, pretende da mone. Zoppi la rivelazione dei nomi degli ascritti alla Giovane Italia. Questa sola pretesa avanzata dal principe con inqualificabile impertinenza suscita Io sdegno di mona. Zoppi, nomo di un'integrità specchiata e di un carattere ferreo che non si piegava davanti a nessuna imposizione.
A questo fatto si aggiunse che il vescovo non aveva mai fatto mistero dei suoi sentimenti di italianità, delle sue idee patriottiche e della sua riprovazione per le angherie e le ingiustizie della corte di Modena contro i patrioti italiani.
In una lettera pastorale, alla vigilia di lasciare l'amata diocesi di Massa, monsignor Zoppi accenna vagamente alle ragioni della sua rinuncia parlando di un uomo nemico la cui astuzia gli era stata nociva.
L accenno è rivolto sì governatore Petrozzani ed al capo della polizia Desperati che avevano iniziato una vera opera di denigrazione e di persecuzione contro il nostro vescovo che non faceva mistero, proprio in quegli anni siamo nel 1831 dei suoi sentimenti di amore all'Italia.
Piuttosto che tradire la sua Patria mons. Zoppi si ritira come canonico della Metropolitana di Milano.
Però a Massa lasciali suo cuore: non solo spiritualmente ma anche materialmente*
Infatti mentre la salma riposa in Cannobio il cuore è custodito nella cattedrale
di Massa.
AQUILINO ZAMMARETTI
IL DIARIO DELLO STATO MAGGIORE BORBONICO IN PALERMO NEL 1860
Luigi Natoli nel numero di febbraio e. a. di questa .Rassegna, mettendo opportunamente in evidenza la Cronaca degli avvenimenti di Sicilia nel 1860, si dimostra incerto circa la pubblicazione nella Nuova Antologia dell'importante documento ufficiale del diario dello Stato Maggiore Borbonico degli avvenimenti siciliani del 1860, riportato in tale volume. Ebbene, trattandosi d'un documento ufficiale d'importanza essenziale per la ricostruzione storica degli avvenimenti di Sicilia nel 1860, punto o poco noto, purtroppo, dagli stessi storici di quegli avvenimenti, ritengo opportuno dare una precisazione al riguardo. In realtà il diario fu per la prima volta pubblicato da me, in succinto e con i brani più importanti per intero, nella Nuova Antologia il 1 aprile del 1913. Me ne servii poi ampiamente, ripubblicandolo in gran parte, nella ricostruzione storica della catastrofe militare borbonica nel mio studio La fine d'un esercito, che vide la luce a puntate nella Rivista Militare Italiana dal 1913 al 1915, e che fu poi riunito in volume, come estratto, dall'editore E. Voghera di Roma.
Ebbi fra le mani l'importante documento nelle ricerche da me fatte prima della grande guerra nell'Archivio di Stato di Napoli, sezione guerra e marina, per incarico dell'Ufficio Storico del Corpo di S..M. per la compilazione del mio studio, pubblicato nelle Memorie Milhuri: Il Generale Pianeti in Abruzzo nel 1059-60. Il diario in parola, esistente nell'Archivio di Stato di Napoli, sezione guerra e marina, filza 3616-4, da me consultato, va dal 4 aprile al 19 giugno 1860; e fu compilato giorno per giorno dal capo di Stato Maggiore Borbonico in Palermo, tea. colonn. Vincenzo Polizzy, in seguito a richiesta del ministro della guerra, generale Pianali II Polizzy nel redigerlo fu, in generale, imparziale e sobrio, preferendo piuttosto sorvolare qualche punto scabroso,