Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PALERMO
anno <1938>   pagina <853>
immagine non disponibile

Libri e periodici 853
MA non chiediamo all'A. quello che egli non si è proposto di darci, par avendone intesa l'utilità (e può sembrare che sarebbe stato opportuno corredare l'opera nostra di un largo apparato critico confrontando, cioè, passo per passo, le affermazioni degli Ambasciatori Veneti, con le notìzie pervenuteci da altre fonti , p. 509) e limitiamoci a deplorare l'evidente inorganicità con. la quale sono raccolte e presentate le notizie e una volta che era stato scelto il metodo geografico-storico la troppo scarsa precisione storico-politica. Non si comprende, per es., perchè, avendo dedicato un capitolo al regno di Napoli (1575-1739) e uno al regno di Sicilia (1574-1739) e avendo discorso anche del Regno delle Due Sicilie (17391761), l'A. non abbia ritenuto oppor­tuno di ricordare che il Ducato di Savoia non è durato ininterrottamente dal 1561 al 1742, come farebbe credere il titolo apposto a p. 21.
L'A. asserisce di avere accuratamente esaminate 145 relazioni, delle quali 18 inedite, ma noi ci permettiamo di credere che una più precisa ricerca gli avrebbe fatto raccogliere, specie per il 1700, messe più. ricca. Per molti Stati, infatti, il Pino-Branca non sembra essersi preoccupato di condurre a termine le sue indagini, e così le rela­zioni di Torino si fermano al 1742, quelle di Genova al secolo XVI, quelle di Firenze al 1750, quelle di Napoli al 1761, mentre, almeno per qualche paese, la lettura di opere da lui trascurate gli avrebbe sicuramente offerta, come si è detto, qualche utile indi­cazione. Per lo meno egli si sarebbe accorto che il 25 settembre 1783 l'ambasciatore Girolamo Zulian aveva letto in Senato l'ultima relazione di Roma (ROMANIN, Storia documentaria di Venezia, II ed., Venezia, Fuga, 1916, voi. 8, pp. 309-320, in cui è riportato il testo intero del discorso) e che la relazione Morosini del 1707 e quella Tiepolo del 1713 erano state già pubblicate per intero da C. MOBANDI, Relazioni di ambasciatori sabaudi, genovesi e veneti (16931713), Bologna, Zanichelli, 1935-XIII1 quella deLL' Erizzo del 1702 integralmente dal Cecchetti (1874) e parzialmente da, Vecchia to (1892). E non vogliamo continuare nelle indagini.
In conclusione, siamo di fronte ad una buona idea mal realizzata, e temiamo che il modo della raccolta renda di malagevole utilizzazione anche la vasta congerie di dati e di notizie accatastata in questo grosso volume.
A. M. G.
/ processi Spielberghiani a cura di RENZO 17. MONTINI; I fogli matricolari dello Spiel­berg a cura di ALDO ZANIBONI, con Introduzione di Enrico Scodnik, in Docu­menti e studi del comitato nazionale di studi sui prigionieri politici italiani dello Spielberg; Roma, 1937-XV. in 8, pp. IX 258. L. 25.
Il volume apre una serie di pubblicazioni che divulgheranno il materiale del­l'Archivio di Bruna e del Museo dello Spielberg e documenti d'interesse spielberghiano in genere* comprendenti, tra l'altro, scritti ora solo in parte noti, come le apologie del Moretti e alcune ritrattazioni del Villa. Appropriate introduzioni illustreranno le fonti e i testi editi.
1/ iniziativa sorta sotto l'egida della Dante Alighieri può riuscire di grande uti­lità non solo perchè integra la documentazione sovente lacunosa di alcuni tra i mas­simi processi politici del Risorgimento, ma anche perchè fornisce ampio materiale per una maggiore introspezione in alcuni aspetti della vita di molti martiri della nostra indipendenza. Ciò significa che si potrà finalmente ricostruire episodi della loro atti­vità anche nelle più tenni sfuma turo psicologiche e si riuscirà a vedere l'uomo nella sua complessità e nella sua grandezza, la quale può scaturire proprio da quegli ele­menti che molti amano passare sotto silenzio: le ritrattazioni e le apologie, ad esem­pio, più d'una volta ingigantiscono, anziché sminuire, la personalità di taluni prigio­nieri, perchè rivelano l'intensità delle sofferenze fisiche che conducono a prostrazioni spirituali, le tempeste del dubbio e le terribili angosce. S* intende che simili testimonianze dovranno essere valutate da storici veri, non da persone che s'impancano a giudici