Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PALERMO
anno <1938>   pagina <861>
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Libri e periodici 861
nostra e eoa l'esperienza di altri studi a. ricerche, il Nelson-Gay potè subito assimilare il meglio degli studi già compiuti in Italia e farsi un assai largo criterio storiografico del fatto storico che si accingeva a studiare. 11 Risorgimento italiano gli apparve fin da principio non ristretto entro termini ischeletriti e fossilizzati, ma come un fatto spirituale senza limiti temporali, come una realtà operante perennemente nella vita italiana, come uno slancio eroico che era l'atteggiamento essenziale tanto dell'Italia divisa e irredenta quanto dell'Italia unita, una cosa stessa della nostra vita di ieri e della nostra vita di oggi. A traverso lo studio della storia italiana il Nelson-Gay giunse alla simpatia verso l'Italia, alla stima del nostro popolo per le sue virtù, alla ammirazione per il suo spirito di sacrificio. Cosi egli intese la guerra libica come una irrevocabile necessità storica: I1 Italia doveva rafforzarsi sulla quarta sponda del Mediterraneo. La guerra mondiale gli apparve inquadrata nel processo dello sviluppo del nostro popolo. L'esperienza di questo gigantesco fatto storico gli dava poi la conferma di una verità che egli aveva intuito e sostenuto da anni: anche il Risorgimento era stato il vivere dell' Italia nel mondo ed andava indagato nelle sue relazioni europee e spesso mondiali: esso era un fatto spirituale e politico a vastissime ramificazioni ed il segreto del suo ritardo era da ricercarsi negli interessi antagonistici delle potenze interessate, il suo sviluppo nel gioco dei contrasti diplomatici, il suo successo nell'adesione dei popoli, nell'amore dei poeti e degli scrittori stranieri.
Questa visione appare notevolmente sforzata nel saggio su // duro dominio austriaco in Italia fino al 1866. Scritto durante la guerra mondiale, esso è tratto dal volume pole­mico Italy's great mar and her national aspiraiions: credo che se questo scritto fosse stato espunto, il libro non vi avrebbe perduto gran che. Sine ira et studio è invece il saggio sulle Difficoltà, glorie ed errori della campagna del 1848: qui una messe rigogliosa di documenti inediti si unisce felicemente alla serena narrazione dello storico: e le lettere inedite del generale Franzo ni, che sono il nucleo del saggio, son documenti che vanno meditati per risalire dal particolare all'universale, dal caso singolo al clima complessivo di quella guerra rivoluzionaria.
I saggi garibaldini raccolti nel volume sono cinque: Garibaldi e Filippo Colonna alla battaglia di Velletri; Il secondo esilio di Garibaldi; I contatti americani di Garibaldi e le sue rivendicazioni del diritto di cittadinanza americana; L'offerta di Lincoln di un comando a Garibaldi; La campagna siciliana di Garibaldi nei rapporti di un diploma­tico americano. La maggior parte di questi scritti, stampati su riviste americane, ci era sconosciuta. Leggendoli ora qui tutti insieme, essi ci appaiono uno dei più note­voli contributi alla biografia dell'eroe dei due mondi e di fondamentale importanza per la conoscenza dei rapporti di Garibaldi con l'America settentrionale.
Gli altri studi non si leggono con minore interesse. Lo scritto Mio Byron, quello su J. Keats e gli inglesi a Roma, l'altro ancora sul WhUtier propugnatore del risorgi­mento italiano (quest'ultimo tratto dal volume omonimo sul poeta-riformatore) inqua­drano nella storia italiana del tempo la vita in terra italiana di quei poeti stranieri.
Particolare attenzione merita pure il saggio su Le relazioni fra VItalia e gli Stati Uniti dal 1847 al 1871 (il titolo però non dice che queste relazioni sono studiate dalla data di inizio, che è anteriore): esso esamina minutamente i rapporti politici e diplo­matici tra la Repubblica e i vari Stati d'Italia, le relazioni economiche e commer­ciali, la simpatia 'tra i due popoli e l'atteggiamento degli Stati Uniti rispetto al nostro Risorgimento. Il tema non è però svolto in tutti i suoi particolari ed il saggio, scritto oltre trent'anni fa, ci appare oggi come una falsariga per un più approfondito lavoro ulteriore. Penso che, con molta utilità per gli studi, l'argomento potrebbe essere sugge­rito come tesi di laurea a qualcuno dei tanti studenti italo-americani che lavorano nelle università nostre e in quelle d'oltremare.
Questo scritto però ci testimonia - - last not Usasi - - un'altro delle molteplici attività del Nelson-Gay, una delle benemerenze verso l'Italia che più gli tornano a tìtolo di onore. Amico ed ammiratore del nostro paese, egli, come si è detto, ora giunto