Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PALERMO
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1938
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862
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862 Libri e periodici
a traverso lo studio della nostra storia all'amore per 1* Italia, che amara considerare come la sua seconda patria. Allo scoppio della guerra il Nelson-Gay fu tra gli interventisti e durante il conflitto reso importanti servizi al nostro paese facendosi presso i Buoi concittadini propagandista attivissimo, propugnatore indefesso della causa italiana. Nel dopoguerra fu accanto ai rivendicatori dei nostri diritti sulla Dalmazia, fa fascista, ammiratore di Mussolini, uno dei primi a far conoscere il Duce in terra d'America. Anche il ricordo di ciò, e la simpatia che noi abbiamo per queste ragióni verso lo storico americano, ci fanno salutare con animo lieto la pubblicazione di questo libro che ne rinverdisce la memoria presso gli italiani.
Quali ora i difetti di esso ? A parte alcuni piccoli nei trascurabili ed alcune inesattezze che vi ai riscontrano, mi pare che, fondamentalmente, essi siano dne. Il primo consiste in alcune ripetizioni ed è del tutto naturale ed inevitabile in un libro così nato. Il secondo, maggiore, è quello della mancanza di una bibliografia aggiornata o di opportune note del compilatore. Notevoli progressi sono stati compiuti, specie in questi ultimi anni, negli studi sul Risorgimento, ed i saggi del Nelson-Gay qualche volta appaiono invecchiati. Perchè l'editore non ha notato quanto di nuovo si è stampato sui singoli argomenti e quali siano i nuovi contributi degli studi più recenti? Il lavoro, tutt*altro che agevole, era necessario per un libro che si rivolge ad un pubblico di studiosi. Prendiamo ad esempio il saggio su Mazzini ed Antonio Gallenga, che pure e del 1928: esso si limita, sulla scorta del materiale ritrovato, allo studio dell'amicizia tra i due esuli fino al 1848. Ma dopo? Al dissidio tra i due uomini, alla vivace campagna di stampa fatta dal Gallenga contro il suo antico maestro, non v'è accenno nel saggio, e, ignorando che Procida era uno dei pseudonimi del Gallenga, lo si fa apparire perfino come un altro personaggio. Il compilatore, in questo caso, avrebbe dovuto rimandare il lettore ad un recente lavoro della Morelli (in La vita italiana, luglio 1936) e dargli cosi modo di orientarsi sul progresso dei nostri studi. Questo è un esempio, e di questo genere molti altri se ne potrebbero citare. Ma le opere si giudicano da quello che c'è e non da quello che non c'è: ed il volume rimane tuttavia assai utile e proficuo.
AIDO ROMANO
CIASCA RAFFAELE, Storia coloniale dell'Italia contemporanea: da Assab all'Impero, con nove carte geografiche fuori testo; Hoepli, Milano, 1938-XVI, in 8, pp. 370. L. 38.
Nel recente congresso di Studi coloniali, tenutosi in Firenze, è stato lamentato che in questi ultimi tempi siasi verificata una impensata fioritura di studi e pubblica* zioni coloniali. Non che l'argomento, di così grande valore nella nostra vita contemporanea, non lo comporti; ma la sostanza di tutti questi contributi ò tale da rivelare, da un lato, una deplorevole deficienza scientifica nella immensa maggioranza loro; dall'altro, una desolante superficialità e leggerezza in scrittori, improvvisatisi colonialisti, per moda o per ambizioni ed arrivismo. E ciò non può che danneggiare, tanto di fronte alla serietà della letteratura storica e politica italiana, quanto nei riguardi con l'estero, ddve.il problema coloniale da secoli è studiato con ricchezza di mezzi e coscienza del suo valore, il nostro paese, che pur ha diritto di affermarsi, in tutti i campi dello spirito, in maniera proporzionata al suo risveglio nel consesso dei popoli.
Un simile rimprovero di certo non si può rivolgere al volume del Ciasca. hrA.t che in moda indubbio *i è affermato nello storicismo Italico, ha dimostrato con questa opera di possedere vuoi la piena coscienza dell'impresa alla quale si è acciaio, vuoi la completa padronanza di tutti gli elementi indispensabili, per dare un libro organico, limpido, sostanzioso, degno del soggetto e del tempo nostro
E non è stata cosa facile. Il colonialismo italiano, sebbene sorto, in epoca relativamente anoi vicina, è cosi collegato alla politica estera e coloniale europea dogli ultimi