Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PALERMO
anno <1938>   pagina <863>
immagine non disponibile

Libri e periodici 863
aettant anni, da costituire un poderoso complesso di fatti economici, politici sociali 6 religiosi che fa seriamente pensare, a chi abbia consapevolezza di ciò che voglia dire far della storia, cioè della vita. Anche se noi, per ragioni che qui non importa menzio­nare, non abbiamo raccolte documentarie organiche, come la Germania, l'Inghil­terra e la Francia, possiamo trarre così grande copia di fatti dalla scientifica disanima della documentazione straniera, abbiamo una tale abbondanza di letteratura, polemica e non polemica sull'argomento, da richiedere occhio sicuro e polso fermo in chi voglia accingersi in questa perspicua impresa.
Il Ciasca, esperto nocchiero, ha dimostrato di possedere occhio sicuro e mano che non trema. Egli ha dominato la materia, 1* ha disciplinata costringendola alla sua volontà e non lasciandosene dominare; ha costruito un libro che, se difetti ha, come tutte le produzioni dello spirito umano posseggono, sono essi così lievi, sono cosi poco da attribuirsi alle manchevolezze formative dell'A., da essere offuscati completa­mente dalla eccellenza organica dell'opera intiera. Egli non ha esaminato il nostro pro­blema coloniale da un solo punto di vista, o quello politico, o l'economico, o il sociale; ma lo ha studiato in tutti questi molteplici aspetti e negli altri molti, sotto i quali si presenta; dal militare al religioso, dall'agricolo al demografico. Un'epoca intera rivive, cosi* nelle pagine del Ciasca; quella, che ha preceduto i nostri giorni, durante la quale si sono venute preparando le ragioni della trasformazione e della evoluzione del nostro paese. L'A. ce la rappresenta in tutte le sue diverse fasi, nei suoi molteplici errori, riguardo, specialmente, al problema coloniale, sia negli ambienti di Governo e parla­mentari, nella grande maggioranza ostili, piti che altro per incomprensione, ad una espansione italiana nelle terre d'oltremare, sia nelle diverse classi sociali. Nelle quali, però, la necessità che avessimo anche noi un posto al sole, era avvertita pia di quel che non apparisse a prima vista, per hi innata saggezza che è propria della nostra gente. Le lotte, contro o per una nostra conquista coloniale, dibattutesi nel seno dei gabinetti o nelle aule di Montecitorio ; le influenze estere per impedire che entrassimo decisamente nella via delle potenze colonizzatrici: il riflesso, in tanto acerbo dibattito, delle perso­nali simpatie od antiparie che dolorosamente si ripercossero in tutta la nostra vita fino agli ultimi anni del secolo XIX; il risveglio italico rapido, potente con il primo Novecento e il progressivo sviluppo della nostra espansione africana, fino ai giorni nostri, sono rappresentate dal Ciasca in modo così efficace, che fatti e persone ci appaiono nella loro realtà, almeno tanto quanto è possibile intenderle, con i mezzi di cui possiamo disporre.
L'A. non ha risparmiato fatica alcuna, perchè e la documentazione ufficiale, italiana e straniera, e la copiosa bibliografia, di natura però più polemica che scien­tifica, ma non per questo meno utile, lo agevolassero nella sua impresa. Dai Libri Verdi alla silloge recentissima consacrata al Co ijlliio italo etiopico, dai Documenta diplo­mai iqui's Francois ai Blue Books e ai Brilish Djcumunls on the origina of the War, e alla Grosse Politile, dalle opere del Sapeto e del Oliala alle memorie, alle relazioni più recenti, consacrate alla preparazione della coscienza italiana alla conquista imperiale: dal Mon­dami, benemerito, per la sua continua attività scientifica, del colonialismo sapiente­mente studiato, al Lessono ed ai collaboratori del volume l'Africa Orientala Italiana dovuta alla appassionata diligenza della Rassegna Italiana; dalle memorie del Massaia, dell'Antinori, del Franzo!* al volume del Franchetti e infine alle opere, che rimarranno fonti preziose per i futuri storiai del nostro colo ut ali sino, vergate con chiarezza e con­cisione militare, dal Oraziani, dal Badoglio, dui De Bono; tutta questa massa note­vole di materiale il Ciasca ha valorizzato come poteva e sapeva fare uno storico par suo* Ma, nella ricca bibliografia del nostro colonialismo, comparsa fino ad ora, sensibili si manifestano le contraddizioni di fatto e di valutazioni. Nel volume, che abbiamo so t t'occhio, talvolta esse appaiono sfuggite, inconsopc voi niente, olla vigile attenzione dei valoroso A., quando egli doveva, nello stesso tempo, tener presenti opposte tradi­zioni dello stesso fatto o varie valutazioni del medesimo momento storico. Ma la