Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PALERMO
anno
<
1938
>
pagina
<
865
>
Libri e periodici 865
etiopico; gli sviluppi economici e politaci che ne derivarono: le relazioni italiane con la Francia e Tlngliil terra noli'Abissinia, che portarono al patto tripartito, mentre in Somalia ci venivamo consolidando, e nella lontana Cina conseguivamo la concessione di Tien-Tsin, sono argomenti trattati in acconcia maniera dal Ciasca. U (piale, nel preparare il lettore al nostro risveglio coloniale con la campagna libica, ci descrive la nostra evoluzione economica, sociale, intellettuale, politica che, prendendo le mosse dagli ultimi anni dell'Ottocento, in cui la voce del Carducci e dell'Orioni svegliava l'anima italica, avviandola a più nobili mete, doveva condurre ad una radicale trasformazione della nostra coscienza.
L'impresa libica dà alimento a un nutrito capitolo dell'opera. Sarebbe stato forse desiderabile che l'egregio A. avesse approfondito la preparazione diplomatica di questa conquista: ma, forse, ciò avrebbe esorbitato dai limiti imposti al Ciasca dalla economia generale del lavoro. Infatti, in quello che ha potuto egli ha dato il posto dovuto alle relazioni tra l'Italia e le grandi Potenze, svoltesi dal 1881 al 1911, per conseguire libertà di azione in questa ultima zona dell*Africa mediterranea, lasciataci dall'avidità anglo-francese. Il Nostro più volte rammenta la insaziabilità, la voracità germanica: a parte il fatto, che questa espressione non rispecchia la realtà delle cose, come parola di conio britannico e gallico, se di inestinguibile appetito coloniale qualcuno può essere accusato, esso è il Foreign Office, associato al Colonial Office, e il Quai d'Orsay. E la storia dei nostri giorni Io insegna.
Le operazioni di guerra in Tripolitania e in Cirenaica, la conquista del Dode-caneso si leggono con vero piacere, con tanta chiarezza sono esse narrate. Né inferiori le pagine nelle quali è descritta la vicenda delle nostre colonie dalla pace di Ouchy allo scoppio del conflitto mondiale. Con ravvicinarsi alla nostra epoca, più difficile riesce allo storico il conservare la dovuta serenità, perchè più inconsapevolmente la passione prende il sopravvento sulla imparziale ricerca scientifica. Il Ciasca, invece, sa mantenersi in un giusto equilibrio, quando narra le disillusioni nostre per il mancato riconoscimento dei nostri diritti nel campo coloniale, da parte dell' Inghilterra e della Francia, sia in Africa che in Asia, durante gli anni dal 1919 al 1922, in cui a stento conservammo quél che avevamo prima del 1914. Con la rivoluzione fascista il problema coloniale diventa una. delle fondamentali direttive di tutta la vita italica, dalla occupazione di Corfù, ammonimento a chi non voleva né vedere né udóre, dal trattato di Londra e da quello i talo-etiopieo, del 2 agosto 1928,fino alla romana riconquista libica con Badoglio e Graziani associatisi nella impresa al Duca delle Puglie, alla pacificazione della Somalia, alla fondazione dell* Impero. Tutti questi avvenimenti, brevi nel tempo, ma grandi di incalcolabili conseguenze di ogni specie, sono chiaramente e scientificamente ricostruiti dal Ciasca. Nel quale ora, allo studioso, è associato l'uomo dei tempi nuovi, che non può non risentire, nella sua sintesi storica, del clima nel quale pensa e vive. La storia coloniale italiana del regime fascista non si pud scrivere, oggi; oggi, la si sente, la si comprende, nelle sue luci e, anche, nelle sue ombre: ma la si scriverà quando si possederanno tutti i dati scientifici indispensabili. Però, con i mezzi che abbiamo, è doveroso riconoscere, che il Ciasca ha fatto quanto è oggi possibile fare, e fare da chi, come lui, sia largamente dotato di dottrina ed esperienza. Il suo volume, quindi, è
opera degna dell'argomento e dei tempi.
E. PASSAMONTX
UGO GOAtAZZiitt, La germi dei Fascismo, reggiano; Reggio Emilia, Officine Grafiche Fasciste, 1936-XV1, pp. 109, a. p.
È ben degno di considerazione questo saggio di storia politica contemporanea, in apparenza modesto ma condotto con vivo senso critico, con obbiettiva scrupolosa e con una visiono del processo degli avvenimenti sintetica e panoramica senza inutili digressioni e senza citazioni di singoli.